Dott. Ing. Flavio Mattavelli

Libro di Fedelio Mattavelli, detto Delio.

“Gorgonzola, la sua storia civica miscelata da fatti di cronaca, biografia, leggende ed immagini”.

 

 

Copertina del libro.

Capitoli testuali:

    o    Pag. 7. Il nome (11).

    o    Pag. 13. Lo Stemma – Il Gonfalone – Il Comune (3).

    o    Pag. 23. La Chiesa parrocchiale – Il Campanile (4).

    o    Pag. 33. L’ospedale Serbelloni e il ricovero Vergani-Bassi (5).

    o    Pag. 47. I Conventi – Le Cappelle (6) – La parrocchia S. Carlo.

    o    Pag. 61. Arti e mestieri (10) – Le parentele – I soprannomi.

    o    Pag. 71. Gli ideali e l’economia nell’ottocento. La Società operaia – Il Corpo musicale (7).

    o    Pag. 79. Fiera di Santa Caterina e mercato (17).

    o    Pag. 89. I trasporti dal tram a vapore alla Metropolitana.

    o    Pag. 97. Gli Oratori: maschile e femminile.

    o    Pag. 105. I Monumenti – Le Famiglie – Le leggende.

    o    Pag. 115. Il naviglio della Martesana (15).

    o    Pag. 127. L’istruzione – Gli Asili – Le Scuole (21).

    o    Pag. 137. Il Campo Sportivo (9) – Il Parco (13) – La Piscina (9).

    o    Pag. 145. Fonti bibliografiche e documentazioni (22 - 23).

I suddetti Capitoli testuali sono talora seguiti da numeri tra parentesi, che corrispondono alla numerazione dei Capitoli del mio Web intitolato La mia Gorgonzola dopo il 1990, articolo che fu in Internet nel 2018 ed è stato aggiornato e suddiviso in 2 parti nel 2023.

La prima parte comprende i miei Capitoli fino al 9 bis, mentre la seconda parte i miei Capitoli dal 10 al 23.

Nelle 174 pagine del volume cartaceo di mio padre, edito dalla PRO LOCO nel 1990, e non più ristampato, sono sparpagliate 145 immagini.

Nella presente pagina Web c’è una selezione di sole 50 immagini tratte dal volume di papà, in un riassunto principalmente fotografico.

Ringrazio il Sig. Paolo Biraghi del sito Gorgonzola antica come eravamo una volta, Biraghi che mi ha aiutato nella scansione delle immagini.

 

Pag. 7. Il Nome (11). Ho ricopiato qui solo questa pagina iniziale del libro, che presenta una mappa non attuale, ove la posizione della Mutatio Argentia è discutibilmente posta nella Gorgonzola attuale. Nelle pagine successive continua la storia del paese, corredata da note bibliografiche.

 

La successione delle immagini non rispecchia sempre la disposizione che avevano nelle pagine del libro di mio padre, ove erano in qualche caso edite sparpagliate rispetto al testo. Ho raggruppato le immagini per gli argomenti testuali di papà, indicando i numeri delle pagine ove le immagini erano inserite, onde poterle facilmente rintracciare, qualora si possegga il libro cartaceo.

 

 

 

A sinistra, pag. 8. Anno 1930, via Italia.

A destra, pag. 10. Anno 1930, piazza Vittorio Emanuele II, ora p.za Italia (18).

 

 

A sinistra, pag. 59. Vicolo Poncerta, attuale Vicolo Corridoni (15).

A destra, pag. 59. Piazza Vittorio Emanuele II, attuale piazza Italia (18).   

 

 

 

  

Pag. 10. Anno 1930, p.za Cagnola.

 

Pag. 13. LO STEMMA – IL GONFALONE – IL COMUNE (3)

Pag. 20. Municipio in p.za Cagnola nel 1920.

Gli uffici del Comune erano ospitati nella casa che, sullo sfondo della foto, compare davanti ad un lato dell’edificio della Chiesa monumentale.

Il regio Gonfalone comunale, risalente al 1926, rappresentato in foto a pag. 15 del libro, concesso con regio decreto del 15 maggio 1933, è stato sostituito dall’attuale Gonfalone della Città di Gorgonzola, città dal 24 giugno 2003, gonfalone come nell’immagine successiva.

  

 

Pag.23. LA CHIESA PARROCCHIALE – IL CAMPANILE (4).

Io tralascio qui di trattare la monumentale Chiesa parrocchiale ed il campanile, comunque ben trattati nel libro di papà, poiché argomenti diffusamente trattati molteplicemente anche altrove.

 

 

 Pag. 33. L’OSPEDALE SERBELLONI (5).

 

Pag. 35. Retro dell’ospedale Serbelloni, considerato militare di riserva durante la guerra 1915/18.

 

 

A lato, pag. 36. Imponente facciata dell’ospedale Serbelloni, opera dell’Arch. Giacomo Moraglia.

Dopo la volontà testamentaria del 1802 del Duca Gian Galeazzo Serbelloni, ed a seguito anche di un cospicuo lascito dei fratelli Cagnola, fu messa la prima pietra nel 1848 e l’ospedale fu aperto ai degenti nel 1862. Era un’enorme costruzione all’avanguardia per i tempi, considerando che i gorgonzolesi nel 1840 erano solo 3434.

 

Pag. 37. Facciata dell’Ospedale dalla strada via Vittorio Veneto, oggi via Trieste.

Pag. 47. I CONVENTI E LE CAPPELLE (6)

   Pag. 48. Ex convento delle “Umiliate” in Corte dei Chiosi, residuano le arcate di fondazione imprecisabile, circa 1600.

  

A sinistra, pag. 49. Al centro del “vecchio” cimitero, edificata nel 1870, la cappella divenne Cappella ai Caduti dopo la prima guerra mondiale. In realtà il “vecchio” cimitero iniziò verso il 1830, ma allora non era affatto “vecchio”, perché prima i morti venivano sepolti sull’attuale sagrato della “nuova” monumentale Chiesa parrocchiale, eretta a metà 1800.

A destra, pag. 50. Cartolina votiva per ricordare i Caduti della guerra 1915/18.

   Pag. 105. Monumento ai Caduti, che era posto al ponte di Milano. Il monumento fu eliminato nel 1973 per motivi di traffico stradale.

  Pag. 107. Attuale monumento ai Caduti in pza. De Gasperi, all’inizio del viale del Cimitero “vecchio”, viale perpendicolare alla sinistra del visibile viale Argentia. Il monumento fu innalzato nel 1973 in sostituzione del precedente eliminato.

Pag. 111. Tra i monumenti e le sculture cittadine (mio capitolo 9 bis) ecco un’immagine della fontana in piazza San Francesco, già piazza Garibaldi, con la statua dello scultore Michele Vedani, acquisita nel 1950 tramite una colletta degli abitanti. Una volta tutti i funerali passavano di là e durante la processione ricevevano la preghiera di S. Francesco orante, per poi costeggiare il nuovo monumento ai Caduti.

Mio padre trattò i monumenti di  Gorgonzola in un capitolo a parte, anche con 2 foto di colonne monolitiche, in ricordo della peste del 1564 (pag. 108) ed altra colonna alla “Cascina Nuova” (pag. 109), foto che però io non riporto perché l’argomento storico è diffusamente trattato nel pdf QUANDO LE EPIDEMIE MIETEVANO A PIENE MANI: LAZZARETTI, CROCI DEVOZIONALI E FOPPONI DISSEMINATI SUL NOSTRO TERRITORIO, vedere in tale pdf i riferimenti a Gorgonzola a pag. 37.

 

Pag. 61. ARTI E MESTIERI (10).

 

 

A sinistra in alto, pag. 61, lavorazione artigianale dei cesti per la raccolta dello stracchino.

A destra in alto, pag.  68, confezionamento del formaggio gorgonzola.

A sinistra in basso, pag. 67, raccolta della cagliata.

A destra in basso, pag. 66, lavorazioni in passamaneria.

 

 

Pag. 71. GLI IDEALI E L’ECONOMIA NELL’OTTOCENTO. LA SOCIETA’ OPERAIA. IL CORPO MUSiCALE (7).

Nel libro esiste un’ampia documentazione delle Bande paesane, nonché sulla Società di fratellanza Operaia Agricola di Gorgonzola e Melzo.

Sostanzialmente si trattava di una Mutua, antesignana delle moderne forme assistenziali ed assicurative.

 

Pag. 135. Scuola di musica del maestro Cavenaghi all’orchestrina “La sveglia”.

 

Pag.79. FIERA DI S.CATERINA E MERCATO (17).

In questo capitolo mio padre trattò a pag. 82 anche lo stracchino, del quale aveva già anticipato le immagini dei casari al capitolo delle arti e mestieri.

 

                      

 

A sinistra pag. 163. Anni 30. Il mercato del lunedì si svolgeva nell’attuale p.zza Italia.

 L’annuale Fiera di S. Caterina interessa, dal 25 novembre 1785, tutto il paese, soprattutto compresa la zona “De Soutt”, cioè a Sud del Naviglio Martesana, zona della quale è riportata un’immagine dell’attuale piazza Garibaldi (sopra a destra, pag. 51). “De Soutt” ha centro appunto nella piazza Garibaldi. S’intravede sullo sfondo la Chiesa parrocchiale, nella convergenza al ponte di Cadrigo, nascosto dietro la casa a sinistra nella foto.

La Fiera in origine era prevalentemente agricola ed improntata alla vendita degli animali. 

Nell’immagine sotto a sinistra (pag. 81) la curiosità dei bambini a contatto con i maialini ed altri animali in vendita. In tempi recenti la Fiera è arrivata ad invadere anche l’alzaia Ovest di Gorgonzola, a destra del Naviglio Martesana (foto sotto a destra, pag. 83).

 

 

 

Pag. 89. I TRASPORTI DAL TRAM A VAPORE ALLA METROPOLITANA.

 

 

 

A sinistra il “Gamba de legn” in piazza Vittorio Emanuele II, fino al 1929 (pag. 89). Il tram a vapore fu poi sostituito a trazione elettrica dalla STEL (Società tramvie elettriche. Dopo la seconda guerra mondiale la gestione passò all’ATM (Azienda tramviaria milanese), che migliorò i mezzi nel 1968 con le “Linee celeri dell’Adda”, che tuttavia fermarono sempre nell’attuale p.zza Italia (ex Vittorio Emanuele II) fino al 1972, anno della prima linea Metropolitana con arrivo a Gorgonzola.

A destra, pag. 95, foto di 2 mezzi, uno “giallo” delle “Linee celeri” (sin. nella foto) e l’altro “verde” del “Metrò” (ds. nella foto). Il tram “giallo” proseguiva sulla vecchia linea fino a Vaprio.

 

 Pag. 95. Stazione della Metropolitana costruita nel 1968 a Nord del paese.

 

Pag. 97. GLI ORATORI: MASCHILE E FEMMINILE

 

  

A sinistra pag. 98. Cortile dell’Istituto educativo privato “Maria Immacolata”, e che fu oratorio femminile gorgonzolese.

A destra pag. 103. Chiesetta dell’Istituto “Maria Immacolata” ed alunni delle elementari durante la ricreazione.

 Pag. 102. Facciata lato via Matteotti della precedente Chiesa dell’allora Oratorio maschile, Chiesa abbattuta negli anni 70. Attualmente l’Oratorio ha una nuova ampia cappella privata, ma non esiste più la separazione dei sessi come una volta.

 

Pag. 115. IL NAVIGLIO DELLA MARTESANA (15)

 

 

 

  

 

Sopra, a sinistra in alto, pag 115, 1935, il secolare ponte di Cadrigo, che venne allora abbattuto per le esigenze del traffico stradale.

Sopra, a destra in alto, pag. 122, il nuovo ponte di Cadrigo visto dall’alzaia sinistra, con la casa parrocchiale sulla destra.

Sopra, in basso a sinistra, pag. 151, il ponte di Cadrigo nel 1910, con la torre di casa Busca sullo sfondo.

Sopra, in basso a destra, pag. 153, il ponte di Cadrigo nel 1940, ponte che i gorgonzolesi chiamano anche “Punt de Soutt”.

 

  

 

A sinistra, pag. 117, 1925, gitanti in partenza dal “Ponte di Milano” per Concesa, dove si origina il naviglio Martesana.

Il barcone in controcorrente doveva essere trainato dai cavalli, che per passare sotto il ponte di Milano necessitavano della passerella della foto a destra, pag. 120.

 

 

Pag. 120. Scorcio dell’alzaia sinistra giù dal “Punt de Soutt”, in direzione del “Ponte di Milano”, con vista del ponte ligneo coperto, che collega “Cà Busca” (a sinistra) con la “Poncerta” (a destra), ponte utilizzato dai Serbelloni per accedere all’imbarcadero sulla sponda destra ed anche come cappella privata.

 

 

 

 

 

 

 

Pag. 124. Giù dal “Punt de Soutt”, lungo la riva sinistra del naviglio (sull’alzaia verso Est di Gorgonzola), all’altezza e di fronte al sagrato della Chiesa parrocchiale, però circa ad un metro di livello più in basso, si affaccia tuttora il quartiere “La Valletta”, rimasto quasi intatto dai tempi antichi.

 

Pag. 127. L’ISTRUZIONE – GLI ASILI – LE SCUOLE (21)

 

A sinistra, pag. 129. 1914. Il primo palazzo delle Scuole Elementari gorgonzolesi.

A destra, pag. 133. 1926. Lo stesso palazzo divenuto Istituto Tecnico Inferiore, poi Scuola Media Inferiore Statale, attualmente di nuovo Scuola Elementare, o meglio definita oggi Scuola Primaria.

   Pag. 131.1975. La scuola Media Statale Leonardo da Vinci in via Mazzini, oggi meglio definita Scuola Secondaria di primo grado. Nella medesima zona esiste oggi anche l’Accademia Formativa della Martesana.

 

Mio padre accennò pure all’altro grande plesso scolastico gorgonzolese di via Adda, a Nord della stazione della Metropolitana, complesso eretto come Centro scolastico provinciale polivalente nel 1973, che oggi ospita l’Istituto Argentia (con diverse Scuole Secondarie di secondo grado) ed il Liceo scientifico e Tecnico Industriale Guglielmo Marconi.

Oggi esistono a Gorgonzola una ventina di scuole pubbliche e private, compresi gli asili, esempio nelle seguenti 2 immagini di scuole dell’infanzia, entrambe a pag. 134.

 

 

Pag. 137. IL CAMPO SPORTIVO(9) – IL PARCO (13) – LA PISCINA (9).

 

Pag. 137. 1927. Inaugurazione. Prima di diventare comunale nel 1954, il campo sportivo, che prima era di proprietà Sola Cabiati, fu inaugurato nel 1927 per essere concesso alla società calcistica “Giana”.

  

A sinistra, pag. 140. 1941. Fase di un incontro amichevole della “Giana” all’Arena di Milano, contro l’Ambrosiana Inter.

A destra, pag. 139. 1950. Piscina comunale che era a fianco dello stadio di calcio, poi demolita. Oggi sostituita da quelle del recente centro sportivo “Seven Infinity (9)”.

 

 

Papà fece una breve nota sul parco a pag. 141, scrivendo che fu sistemato dall’Amministrazione Comunale nel 1967. Alcune foto del parco e Villa Serbelloni sono sparse per il libro. Ritengo storicamente interessante vedere a sinistra, pag. 123, 1934, reparto del “Savoia Cavalleria” in un cortile di “Ca Busca”, nome con il quale è anche indicata la Villa Serbelloni con l’annesso magnifico parco Sola-Busca, laghetto etc. (13).

A destra, pag. 125, 1934, abbeverata dei cavalli del suddetto reparto.

        

Noto che le enormi fonti bibliografiche finali del libro, da pag. 145 fino a pag. 173, corredate da esaurienti documentazioni, restano una miniera inesauribile per gli storici.

Flavio Mattavelli


Release giugno 2023. matta.a@tiscali.it

La presente pagina viene considerata allegata all’articolo La mia Gorgonzola dopo il 1990, suddiviso in 2 parti (prima e seconda). Insieme formano una trilogia inerente la città di Gorgonzola e il suo formaggio. La trilogia viene conteggiata come un’unica pagina negli indici che seguono.

 

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