Flavio Mattavelli

Un salto nei retini conchigliari “ghepardici”.

Le specie retinate “grossolane” nel Marginella glabella (etc.) Complex.

 

L’etc. sta a significare di intendere tale Complex allargato a tutte le marginelle del West Africa riconducibili a M. glabella Linneo, 1758, comprendendo ad es. M. sebastiani Marche-Marchad & Rosso, 1979.   

In quest’articolo si descrive pertanto una nuova varietà della specie M. sebastiani, precisamente Marginella sebastiani millepunctata Mattavelli, 2022.

Si precisa inoltre l’esistenza della notevole varietà M. visayae pseudovisayae Mattavelli, 2021.

Sul PC presenterò le immagini delle conchiglie in visuali leggermente allargate rispetto alle loro dimensioni reali.

Premessa, guardando la natura che ci circonda.

Osservando alcuni splendidi felini, tipo i leopardi ed i giaguari, appare la differenza tra le loro macchie e quelle dei ghepardi.

Leopardi, giaguari e ocelot (o gattopardo americano) hanno macchie a rosetta, mentre ghepardo e serval (o gattopardo africano) hanno perlopiù semplici puntinature, che, con un po’ di fantasia, potrebbero essere viste come retini da stampa stocastici (vedere avanti).

 

Cioè nel ghepardo (foto da Pixabay) la distribuzione dei punti può apparire anche del tutto casuale, a rete a maglie non allineate, però presentando i punti quasi tutti di diametro uniforme. I punti sono leggermente ovali e con altri punti piccolissimi intermedi, ma idealmente trascuriamo la presenza dei piccolissimi.

Il disegno puntinato a pois scuri quasi uniformi su fondo chiaro, una forma di mimetismo, è comune anche ad altre specie animali, in particolare diversi molluschi.

Ad esempio cito Cypraea tigris Linneo, 1758; alcuni Conidae, in particolare Conus leopardus millepunctatus Roding, 1798, con puntinature a maglie quadre reticolate tra avvolgimenti circonferenziali ed assiali; alcuni Naticidae, come Naticarius stercusmuscarum Gmelin, 1791 ed alcune marginelle, però non del Complex qui trattato, in quanto più esattamente della Famiglia Cystiscidae, es. Persicula persicula Linneo,1758, varietà/sinonimo di P. avellana Lamarck, 1822.

A sinistra Persicula persicula avellana, lunghezza circa 20 mm, quasi perfetto esempio di retinatura regolare, ad allineamento sfalsato, assiale e diagonale a maglie triangolari equilatere, circonferenziale a maglie romboidali.

 

 

 

Naticarius stercusmuscarum, grande circa 30 mm, una volta noto col sinonimo di N. millepunctatus, dove i puntini, scuri su fondo chiaro, sono a reticolo abbastanza regolare, che qui appare talora a maglie quadre, che talora divengono triangolari equilatere.

In realtà il reticolo muta da quadro a triangolare, e viceversa, secondo le linee di avvolgimento dei puntini sulle gibbosità della spira conchigliare.

“Stercusmuscarum” significa sterco delle mosche, ma credo che nessuna mosca abbia mai defecato in modo così regolare.

 

 

 

La prerogativa contraria, dei pois chiari su sfondo scuro, es. mantello dei daini e cerbiatti, invece è abbastanza caratteristica pure del Complex qui avanti trattato, ed in verità è caratteristica anche di alcune Cypraea (camelopardalis, vitellus, guttata, comma). Nei cervidi citati si imita il chiaro/scuro dei raggi di sole penetrati nel sottobosco, mentre per i molluschi in mare credo che si imitino i riflessi della luce filtrata tra le onde, in fondali prevalentemente sabbiosi.

A parte il colore dei puntini e del loro sfondo, per tutte tali puntinature, quando simili, si può usare l’aggettivo ghepardico o anche pardico, per non dire pardino o pardale, che invece è meglio riferibile alla macchiatura dei leopardi, giaguari, ocelot e gatti del Bengala, che hanno distribuzioni delle macchie a grandi chiazze tutte diverse da quella a relativamente piccoli punti del ghepardo e anche del serval. Esiste inoltre qualche assonanza con la puntinatura della lince europea, ma quella del ghepardo è certamente più indicativa di ciò che voglio trattare.

Ad esempio in passato (nell’articolo Universo lumperia) denominai “ghepardica” una ritenuta Marginella glabella mutabilis di varietà particolare, nel 2018 ho però ridenominato tale varietà, o meglio l’ho ritenuta della nuova specie/klepton Marginella (kl.?) visayae (Fig. 19 del primo articolo su “visayae”, cui seguirà nel 2021 la definizione definitiva della nuova “specie” in forme “ghepardiche”).

Nel Complex di M. glabella (etc.) coesistono specie molto diverse anche per tipo di livrea, ma quella ghepardica è caratteristica di un numero limitato di varietà, che verranno elencate in seguito.

Non ho indagato i motivi biologici ed i pigmenti che hanno generato le puntinature chiare a sfondo scuro, bensì solamente le morfologie delle grafiche delle livree delle conchiglie elencate.

Alcune definizioni sul retino.

Retino o retinatura o reticolo = distribuzione perlopiù regolare di punti, posti ai nodi delle maglie di una rete grafica. I punti, nelle varietà di specie del M. glabella (etc.) Complex oggetto dell’articolo, sono talora piccoli (= puntini), ma non piccolissimi, mentre, nello stesso Complex, i punti possono anche allargarsi in grosse macchie, caratteristiche di altre specie, qui non trattate.

Allineamento = disposizione successiva dei puntini, determinante una linea diritta tra punto e punto della stessa maglia, ma la linea di allineamento successivo può incurvarsi seguendo le maglie, che possono avere forme diverse.

Il distanziamento (= lunghezza del lato di una maglia) dei puntini può variare, ma consideriamolo uguale nei retini regolari ideali, uguale sulla stessa linea di allineamento dei puntini, allorquando i puntini sono idealmente allineati a distanze tutte uguali l'uno dall'altro. Consideriamo per riferimento l’interasse tra i centri dei puntini, che potrebbe essere differente, ma gli interassi sono tutti uguali nei retini regolari ideali, determinando idealmente una frequenza di distribuzione dei puntini costante.

Più linee di puntini dovrebbero essere parallele equidistanti nel retino regolare ideale, però il posizionamento dei puntini su una linea rispetto a quelli della linea adiacente può mostrarsi in 2 casi ideali diversi:

In questa figura osservare i puntini scuri su fondo chiaro.

L’interasse sugli allineamenti è pari a circa 1,5 diametri dei puntini, mentre l’interasse sulle diagonali dei quadrati è pari a circa il doppio dei diametri dei puntini. L’area scura rispetto all’area interna chiara è pressoché equivalente (scura 12,56/12,44 chiara, in ogni quadrato contenente 4 puntini).

 

 

I puntini chiari su sfondo scuro danno un effetto ottico diverso, esaltato quando hanno anche leggere diversità di diametri, interassi dei puntini e colori.

Supponendo gli stessi diametri ed interassi del caso precedente l’area chiara però prevale sull’area scura, essendo maggiore circa il 12% rispetto al caso precedente (area fori 21,98/19,588 lamiera).

 

Nelle tipologie di conchiglie retinate regolari spesso i 2 casi ideali si confondono, siccome, seguendo l’avvolgimento della spira, le linee di allineamento dei puntini scorrono sfalsandosi una sull’altra secondo l’ingobbamento dei giri. Pertanto nella maggioranza di simili casi conchigliari non distinguerò i 2 casi ideali precedenti, ma scriverò che, quando vengono similarmente realizzati, si tratta di casi che verranno entrambi detti a retini regolari, senza precisazioni dei tipi di maglie.

In nessuna conchiglia retinata il reticolo è perfettamente regolare, qualche maglia quindi può divenire pentagonale, esagonale etc., oltre che essendo a maggioranza quadrata o triangolare/quadrigonale nei retini ideali. La direzione di ogni linea di puntini può essere assiale, circonferenziale o diagonale sul giro delle conchiglie, tuttavia nel Complex in questione è perlopiù diagonale, a volte zigzagante, determinando tipologie di puntinature dette stocastiche, senza linee di avvolgimento tutte uniformi.

Nella stampa esistono infatti anche i retini a distribuzione stocastica, cioè a distribuzione caotica, sia di interassi che di diametri puntini, con modulazione di frequenza dei distanziamenti e di ampiezze dei diametri. Anche in alcune marginelle dell’articolo i puntini possono essere a distribuzione stocastica dei puntini.

Praticamente è quasi impossibile descrivere i retini stocastici in una trattazione geometrica di tutti i parametri, però, quando i punti non divengono macchie, si possono idealizzare i retini stocastici con puntini quasi regolari con interassi quasi uguali, come nell’immagine a lato, che direi “ghepardica” invertita.

E’ questo il caso di alcune delle puntinature ghepardiche di alcune delle conchiglie del Complex di M. glabella etc., ove si tratta di una retinatura invertita, cioè con punti chiari su superficie scura, mentre nella retinatura di stampa classica ci sono perlopiù punti scuri su superficie chiara, come sempre nel ghepardo. Nel ghepardo in senso stretto inoltre si tratta di una retinatura stocastica, ma l’aggettivo “ghepardico” verrà riferito in senso largo anche a retini pressoché regolari, purché a puntini “grossolani”.

I puntini “ghepardici” non sono macchie, ma nemmeno talmente piccoli da definirsi punti ultra fini.

Talora nelle conchiglie i puntini possono non essere nemmeno stocastici, assumendo una retinatura più regolare di quella del ghepardo, mantenendone sempre la “grossolaneità” dimensionale, più evidente di solito sui dorsi delle conchiglie, mentre lato boccale la puntinatura è meno marcata. 

 

Grossolaneità. "grossolano o grossolaneo" = dizione forse impropria per indicare puntini abbastanza grandi senza essere macchie abbastanza distanti, ma nemmeno puntini talmente piccoli da poter essere definiti ultra fini di diametro ed ultra fitti, cioè ad interassi eccessivamente ravvicinati. La distribuzione ghepardica grossolana non s’intenda sparsa rada, ma nemmeno fittissima, ove invece spesso i puntini possano impastarsi visivamente, o essere impastati di fatto. 

Per alcune livree delle conchiglie del Marginella glabella (etc.) Complex i punti sono quasi tutti ben visibili distintamente. Non esiste idea di rozzezza rispetto a puntinature più fini, anzi la "grossolaneità" è un pregio rispetto alla chiarezza di individuazione, in quanto i puntini più grossi e non impastati individuano subito meglio se esiste un ordine regolare o stocastico del retino. Oserei dire che per i puntini grossolani si tratta di una forma di maggior bellezza rispetto ai puntini piccolissimi e fitti o impastati, al di là della loro diversa funzione mimetica.

 

Entriamo dunque nel Complex allargato, per estrarne solo le conchiglie “retinate grossolane”, cioè a puntinatura “ghepardica”.  

La puntinatura di tali conchiglie presenta sia casi a retini regolari quasi ideali che casi a retino stocastico anche caotico.

Ovviamente escluderò dall’elenco ogni conchiglia avente puntinature impastate (es. comuni M. glabella), inoltre escluderò tutti i casi con diametri e frequenze di puntini ultra fini od ultra fitte, o con pochi grandi punti (macchie) disposti a caso, a interassi perlopiù elevati (es. M. sebastiani tipiche).

Infatti all’interno del Marginella glabella (etc.) Complex convivono anche marginelle a grandi macchie, come M. sebastiani tipiche, M. pseudodesjardini e forme di M. desjardini, tuttavia la maggioranza del Complex presenta sulla livrea conchigliare a fondo scuro dei puntini chiari più o meno impastati tra di loro, a distribuzione casuale. Invece la perfetta puntinatura ghepardica è poco comune nel Complex.

Una tipica M. sebastiani non potrebbe essere inquadrata in un retino “ghepardico” per via delle grandi macchie scarse della sua livrea conchigliare, quindi detta specie qui andrebbe esclusa, però in rari casi anomali troviamo conchiglie, ritenibili ancora M. sebastiani, ma a puntinatura “ghepardica” abbastanza uniformabile in un reticolo stocastico.

Rappresento pertanto a sinistra un esemplare anomalo di M. sebastiani, lunghezza 47 mm, sul dorso a macchie molto piccole e fitte per la specie, provenienza Gorée Bay, Dakar, Senegal, foto Niboral, sito francese.

Gli interassi sono in lunghezze elevate rispetto ai diametri dei puntini, ed anche gli stessi puntini assumono diametri un poco diversi tra loro, ma, soprattutto sul dorso, fittamente non si ampliano nelle grandi macchie scarse della Marginella sebastiani tipica.

Pur notando altri casi a morfologia ibrida, propongo per tale varietà il nome di M. sebastiani millepunctata.

Nel Marginella glabella (etc.) Complex esiste anche, in diverse altre sue specie/klepton poco comuni, una mirabolante convergenza dello stesso tipo di forma delle puntinature, cioè le “specie” sono convergenti a retini stocastici quasi regolari, a puntinatura propriamente ghepardica “grossolana” e talora con retini addirittura quasi regolari ideali.

Noto che anche Marginella pseudosebastiani Mattavelli, 2001 presenta in alcune varietà puntini piccoli a distribuzione stocastica quasi retinata, che potrebbero differenziare tali varietà da quelle a puntini più macchiosi, talora allineati assialmente. Non avevo separato le varietà quando avevo introdotto M. pseudosebastiani nel 2001 (infatti fra i sintipi di M. pseudosebastiani molti sono a piccoli puntini stocastici) e penso che la cosa rientri nella variabilità conchigliare della stessa specie, tuttavia è interessante notare il fatto nelle 3 foto successive, lunghezze dei primi 2 esemplari circa 40 mm, mentre il successivo misura 55 mm.

         

I primi 2 esemplari presentano le spire apicali un poco più elevate e più coniche dei sintipi di M. pseudosebastiani, qui non rappresentati ed in generale di taglia maggiore.

Nella foto a sinistra (di Alboran Shells) illustro un esemplare di Marginella pseudosebastiani lungo 55 mm che presenta la caratteristica puntinatura ghepardica stocastica sintipica.

Se volessimo separare le varietà meno ghepardiche diciamo che dovremmo dare un nome agli esemplari con livrea dorsale come quello della foto a sinistra in alto (© Lowtide Shells), con relativamente pochi puntini allineati assialmente. Però esistono esemplari di M. pseudosebastiani con ancor meno puntini, anche un po’ macchiosi, anche non allineati, dunque non introduco ulteriori nuovi nomi delle tante sue varietà.

 

Ricordo comunque che la differenza principale di M. pseudosebastiani rispetto a M. sebastiani è la presenza costante di sottili flammule assiali subsuturali chiare, presenti solo in M. pseudosebastiani, flammule più strette di quelle di M. glabella e delle altre conchiglie del Complex.

 

Ecco una foto (ricopiata dall’articolo introduttivo di M. visayae) che accomuna visivamente le diverse dimensioni di Marginella irrorata pseudoirrorata 23,5 mm (a sinistra nella foto) e di M. pseudoglabella lellae 52,5 mm (a destra nella foto).

Non confondere “lellae” con M. pseudoglabella pseudoglabella tipica, che invece non è retinata e presenta punti impastati misti a separati.

Il morfo “lellae” potrebbe essere addirittura una nuova specie, ma qui è considerata prudenzialmente una varietà di M. pseudoglabella.

Le flammule assiali subsuturali di “lellae” sono ben diverse da quelle strette di “pseudosebastiani”.

Inoltre, mentre le flammule di “irrorata & pseudoirrorata” (altra candidata al rango specifico) si differenziano perlopiù per il prevalere delle zone chiare sulle scure, le flammule di “pseudoglabella”, “glabella”, “visayae” etc. hanno spesso le zone scure che prevalgono incerte sulle chiare, purtroppo non permettendo una definitiva identificazione specifica in base alle sole tipologie di flammule.

 

 

M. glabella atalanta Mattavelli 2021, varietà introdotta nel mio articolo Web Revisione di “glabella”. Colà vedere le foto 12 B.

Esemplare piccolo rispetto alle “glabella” comuni, tuttavia “atalanta” potrebbe essere in realtà una “pseudoglabella lellae” nana, essendo “lellae” notevolmente più grande in dimensioni.

Notare la puntinatura ben presente anche lato boccale.

 

Talune “atalanta”, “lellae” e forse qualche successivo esemplare “bordeaux” potrebbero rientrare anche nella stessa M. (kl.?) pseudoglabella Mattavelli, 2018, appunto in diverse varietà, da meglio indagare geneticamente per la reale assegnazione specifica, oppure dubbiosamente kleptonica.

 

M. glabella bordeaux, piccolo esemplare lungo 36,5 mm, stesso esemplare della foto Conchology Inc. n° 953624, dal sito che ha nominato la varietà “bordeaux”, idem la foto 5 della Revisione di glabella.

Trattasi dello stesso esemplare citato anche nell’articolo Nuovo sguardo su M. glabella e M. pseudoglabella, colà supposto possibile “pseudoglabella” nana.

 

Alcune varietà scure di M. glabella potrebbero fare da ponte tra “atalanta” e “lellae”, o essere esemplari giovanili di M. (kl.?) pseudoglabella pseudoglabella tipica, qui non illustrata.

 

 

 

 

M. (kl.?) visayae forma pseudovisayae Mattavelli 2021, lunghezza 37,1 mm.

La nuova “specie” è stata descritta sul n° 113 della rivista Malacologia Mostra Mondiale – Cupra Marittima, tramite un olotipo a puntinature ultra fini, qui non illustrato, perché presenta un’eccessiva finezza e fittezza dei puntini chiari del dorso, in contrasto all’idea di grossolaneità ghepardica, che è l’argomento principale della presente pagina.

Esistono tuttavia anche esemplari a puntinature retinate grossolane, in una varietà poi denominata “pseudovisayae”, come l’immagine a lato, copiata dalla Fig. Conchology Inc. Rif. 197687, Senegal, che, insieme alla Fig. Conchology Inc. Rif. 196678, Senegal, in un mio articolo, solo Web, del 2018 avevano fatto supporre l’esistenza di “visayae”.

In tale articolo le 2 Fig. di Conchology Inc. erano ridenominate rispettivamente Fig. 13 e Fig. 14, per cui l’immagine esposta corrisponde precisamente alla Fig. 13, mentre la Fig. 14 è qui mancante, ma è visibile nell’articolo citato.

La puntinatura a maglie retinate grossolane è nelle Fig. 13 a retino regolare, mentre nella Fig. 14 è a retino tendenzialmente stocastico.

In generale M. (kl.?) visayae, nelle varietà sintipiche a retinatura grossolana “pseudovisayae”, ha dunque nella maggioranza degli esemplari una puntinatura ben retinata regolare, ma la puntinatura di M. (kl.?) visayae può essere anche assai stocastica, come evidenziabile nelle Fig. 02, 04, 08 di un altro articolo Web del 2021, definizionale della “specie”.

Da quell’articolo ricopio qui solo la Fig. 02, di Marginella (kl.?) visayae, lunghezza 42,6 mm.

La regolarità grossolana si perde in un retino troppo stocastico ed in apparenza quasi poco presente nella parte destra guardando il dorso conchigliare, mentre nel lato boccale la retinatura a puntini si perde, o meglio si uniformizza con il colore dello sfondo, cosa che del resto già succede nella foto precedente.

Noto che in questa stessa specie “visayae” la puntinatura, secondo gli esemplari, può variare da molto regolare a molto stocastica, restando quasi sempre con parvenze ghepardiche, almeno su tutto il dorso conchigliare.

Ciò si verifica anche in M. glabella, che può variare dalle forme ghepardiche regolari, analizzate in quest’articolo (“glabella atalanta & glabella bordeaux”), a forme stocastiche, però addirittura anche decisamente non ghepardiche, cioè eccessivamente a puntini impastati, come analizzate in Revisione di M. glabella. Vedere colà le Foto 8, 9, 9B, 10. Nella Foto 10 (M. glabella antinea) ricompare la difficoltà dell’identificazione dell’ex “antinea” con “visayae”, problema affrontato anche nell’articolo definizionale di “visayae”.

Riassumendo, nel Complex ristretto alle conchiglie “retinate grossolane” ho trovato solo le seguenti Marginella species, elencate solo quelle che si presentano morfologicamente come “ghepardiche”, retinate talora quasi regolari e talora stocastiche, ordinate per dimensioni medie per le specie.

Dai dorsi delle conchiglie viste (tranne che dal lato boccale di “atalanta”) sono stati tratti i seguenti ritagli parziali delle precedenti immagini.

 

 

 

Conclusioni e precisazioni.

Le specie elencate sono assolutamente confondibili, soprattutto nelle loro varietà puntinate grossolane a retini ghepardici stocastici o regolari, con livree conchigliari morfologicamente imbrigliate ciascuna come presumibile varietà entro la propria presunta specie/klepton.

Soprattutto negli esemplari di piccola e media lunghezza, nelle conchiglie ghepardiche specificatamente più ricollegabili a M. glabella prevalgono i retini regolari del secondo caso ideale, mentre nelle conchiglie ghepardiche più grandi, meglio ricollegabili a M. sebastiani e M. pseudosebastiani, prevalgono i retini stocastici.

Il particolare caso “visayae” è direi “kleptonicamente” intermedio tra retini regolare e stocastico.

A mio parere talune “glabella atalanta, lellae, forse l’esemplare scuro glabella bordeaux e forse qualche visayae pseudovisayae” potrebbero rientrare tutte nella stessa M. (kl.?) pseudoglabella Mattavelli, 2018, oppure in alternativa da verificare M. (kl.?) visayae pseudovisayae Mattavelli 2021, in diverse varietà, da meglio indagare per la reale assegnazione specifica, cioè o a M. glabella, o a M. pseudoglabella, o a M. (kl.?) lellae eventuale nuova specie, oppure klepton, da precisare con DNA la discendenza genitoriale, che potrebbe essere anche quella di M. (kl.?) pseudovisayae nuova sp. (ex M. glabella antinea o ex “mutabilis”)…  

Prudenzialmente ho dato a tutte le Marginella species qui elencate la qualifica sistematica in nomenclatura trinomiale di semplici varietà di specie preesistenti, e non di nuove specie, e nemmeno di klepton. Ove probabilmente possibili, questi ultimi sono stati indicati dalla simbologia (kl.?), scritta dopo il Genus Marginella. L’esistenza reale dei possibili klepton è da verificare geneticamente, non essendo possibile tramite la sola morfologia delle conchiglie.

 

Ho escluso dal conteggio delle conchiglie “ghepardiche” del Complex, sia stocastiche che regolari, la tipica e quasi tipiche M. sebastiani (tranne la varietà millepunctata), M. sebastiani lellia, M. goodalli, M. pseudodesjardini, M. desjardini e le conchiglie morfologicamente a queste riconducibili, perché tale gruppo non ha solo i puntini chiari, ma ha, nella maggioranza degli esemplari, poche macchie chiare relativamente troppo grandi, e poco fitte. Tuttavia anche tra le ultime marginelle qui citate si trovano talora casi quasi “ghepardici”. Uno per tutti ricopio la foto di una Marginella pseudodesjardini giselica eccezionale, anche per la lunghezza elevatissima, 73,5 mm, esemplare già trattato nell’articolo Altri klepton nel Marginella glabella Complex? e nell’Atlante.

 

Flavio Mattavelli

matta.a@tiscali.it , release 31/07/22. Aggiornamento 14/09/22. Home www.pseudospecie.it

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