Dott. Ing. Flavio Mattavelli

Marginella (kl.?) visayae Mattavelli, 2021.

Nuova “specie” sorella di M. glabella (Linneo, 1758) e M. irrorata Menke, 1828.

 

Questo articolo è lo sviluppo, integrato da precisazioni complementari, di un articolo pubblicato sulla rivista MMM (Malacologia Mostra Mondiale – Cupra Marittima), n° 113, ottobre 2021, pag. 36/41. Nella parte iniziale viene ricopiato quanto già espresso in MMM 113, mentre in conclusione l’argomento viene allargato, anche nelle ipotesi biologiche.

 

Sistematica.

Pylum: Mollusca Cuvier, 1797

Classe: Gastropoda Cuvier, 1795

Sottoclasse: Caenogastropoda Cox, 1960

Ordine: Neogastropoda Wenz, 1938

Superfamiglia: Volutoidea Rafinesque, 1815 (ex Muricoidea Rafinesque, 1815, valida fino > 2005, separata nel 2017 da Bouchet, Rocroi & Altri)      

Famiglia: Marginellidae J. Fleming, 1828

Genus: Marginella Lamarck, 1799

Specie tipo: Marginella (Voluta) glabella (Linneo, 1758).

 

Premessa.

Notare che M. glabella specie tipo non esiste ben definita in realtà, in quanto gli esemplari di Linneo sono andati perduti. Si fa pertanto riferimento a quella che la maggioranza degli studiosi ritiene essere M. glabella, purtroppo in molteplici varietà sottospecifiche, tra le quali viene qui proposta la Fig. 01, ritenibile abbastanza caratteristica, diciamola varietà subtipica.

Per approfondimenti su M. glabella rimando a http://www.pseudospecie.it/revisione.htm

Per una panoramica di alcune specie simil-glabella vedere ad esempio un articolo riassuntivo, a cui consiglio aggiungere uno studio sulle specie “albine” e gli articoli su M. pseudoirrorata e M. pseudoglabella.

 

Fig. 01. Marginella glabella.

La puntinatura del lato boccale della conchiglia in glabella è quasi sempre tutta retinata, ma non è sempre evidente come la puntinatura dei dorsi, che sono perlopiù a punti chiari impastati tra loro, senza mostrare retinature omogenee sull’ultimo giro, a sfondo scuro, di colore variabile dal beige all’amaranto.

In tutte le conchiglie simil-glabella & irrorata i dorsi sono a disegno più spiccato del lato boccale, perciò in tutte le figure seguenti mi riferirò alle puntinature soltanto dei dorsi conchigliari. 

 

Osservare anche l’andamento tipico delle flammule assiali subsuturali, chiare alternate a zonette scure, in larghezze con prevalenza delle zonette scure, a loro volta più scure della sottostante fasciatura del giro.

 

Le varietà di M. glabella possono apparire anche molto diverse nelle puntinature, tuttavia hanno soprattutto in comune la tipologia delle flammule e, nello stesso profilo dello scheletro conchigliare, una sempre notabile, anche se talora non eccessiva, fasciatura alternata a 3 zone chiare + 3 scure attorno all’ultimo giro, contando anche la zona delle flammule come fascia scura iniziale.

 

La denticolatura del margine è evidente solo in taluni esemplari adulti, mentre i denticoli delle M. glabella sono di solito scarsi anche negli esemplari gerontici.

 

Materiali tipo, per un approccio essenzialmente fenetico.

Dopo un’analisi morfologica, invero non immediata, di numerosi esemplari del Senegal/Mauritania, ho separato alcuni esemplari con caratteristiche troppo diverse dalla variabilissima M. glabella e pure troppo diverse dalle caratteristiche di M. irrorata, presumibile esistente anche in morfi giganti (ma non troppo).

Quelli separati, come in tutte le Fig. dei materiali tipo che seguiranno, mi hanno fatto supporre che possa trattarsi di una vera e propria nuova “specie” biologica, distinta e perlopiù riproduttivamente indipendente, all’interno dei Complex associati di M. glabella ed irrorata. La nuova “specie” è stata chiamata Marginella visayae. Invero essa è molto simile nella morfologia, pertanto è diversificabile talora con molta difficoltà sia da M. glabella che da M. irrorata, al punto da poterle ritenere tutte e 3 specie sorelle.

Quando scrivo “specie” intendo che potrebbe trattarsi, oltre che di una vera specie, proprio di un klepton.

 

Nota sui klepton.

Marginella visayae è forse ascrivibile anche nella categoria biologica dei klepton ibridogenici, che io considero una categoria diversa dalle specie, cioè M. (kl.?) visayae viene qui introdotta ancora dubitativamente come un possibile klepton tra le note vere specie, teoricamente ibridabili, glabella X irrorata, in quanto M. visayae appare come un ibrido morfologico glabella X irrorata.

 

Fig. 02. Marginella visayae.

Tra le conchiglie che Conchology Inc. nel 2017 presentava nella sua Web Encyclopedia come Marginella irrorata (giganti), ne erano distinguibili almeno 7 che irrorata non sarebbero, per le dimensioni eccessivamente grandi. Quella qui raffigurata (Rif. Conchology Inc. 197679) è lunga addirittura 42,6 mm, provenienza Petite Cote du Senegal, come le altre 6 dell’Encyclopedia (Rif. 197678=41,4, 197680=38,5, 197681=40,6, 197682=39,6, 197686=38,4, 197687=37,1 mm di lunghezze conchigliari). 

 

Per il tipo di puntinatura le 7 citate conchiglie hanno proprie caratteristiche morfologiche (v. avanti Descrizione comparativa), che già nel 2018 mi avevano fatto supporre l’esistenza di M. visayae, però allora descritta solamente nel mio sito Internet. Avevo scelto come M. visayae tipiche le foto Rif. 197687 (Senegal) e 196678 (Senegal), foto dove la puntinatura retinata è più evidente. Cioè in generale M. visayae dovrebbe avere, nella maggioranza degli esemplari, una puntinatura ben retinata, regolarmente fine e con puntini più ordinati che nella Fig. 02.

Per la retinatura scarsa la Fig. 02 rappresenta quindi un caso limite di puntinature tra quelle di glabella e visayae, distanziandosi pure dalla tipologia di puntinature ultra fini delle M. irrorata, al punto da poter essere forse assimilata maggiormente a M. glabella.

L’allungamento totale nella Fig. 02 è circa 1,7 (valor medio sia di glabella che irrorata) ed il morfo non è “elongato”. Esistono varietà “elongate” di ogni specie, quando la cupola apicale, più alta del normale, determina un allungamento totale superiore all’allungamento normale per la specie medesima (vedere avanti il riquadro Allungamenti totali).

 

Ridefinisco quindi la Fig. 02 una varietà limite di M. visayae, perché, pur con un retino non ben conformato all’ideale, ha altre caratteristiche proprie di visayae (v. avanti Descrizione comparativa), laddove tuttavia si potrebbero intravedere caratteristiche anche di un’irrorata supposta assai gigante, ma per me troppo grande per essere una M. irrorata.

 

Ritengo che non esistano M. irrorata non “elongate” lunghe oltre circa 40 mm, anche se molti ritengono il contrario. Occorre però osservare morfi particolari, come la dubbia varietà seguente.

 

Fig. 03. M. visayae elongata.

Questa foto Conchology Inc. 204026=41,5 mm, dichiarata M. irrorata dai Sig.ri Poppe, per me è invece di conformazione M. visayae, ma in varietà molto più elongata delle altre sopracitate 7 standard dell’Encyclopedia, inoltre è assai importante notare la provenienza di quest’esemplare dalle Is. Canarie, località ben lontane dalla Petite Cote du Senegal, a Sud di Dakar, donde provengono le altre conchiglie.

Nella Fig. 03 il retino del dorso è assai regolare, fine e fitto, a maglie uniformi.

L’allungamento totale è quasi 2, ma non è molto significativo per fare confronti, in quanto è dovuto all’elongazione della cupola, in una varietà abbastanza anomala, rispetto alle cupole standard delle altre specie da confrontare, principalmente decidere se trattasi di M. irrorata oppure di M. visayae.

Si possono trovare visayae in località sparse in buona parte del West Africa, miste a M. glabella & irrorata.

 

 

Fig. 04. Marginella visayae.

Riporto la foto Femorale 102050 (Mauritania 42,6 mm): per me è una Marginella visayae quasi tipica.

Notare la tipica dentellatura del margine, la tipica conicità della cupola, le quasi tipiche flammule assiali subsuturali, presentanti una successione intermedia tra la successione delle flammule di glabella e quella di irrorata.

La puntinatura del dorso, a differenza dell’olotipo di Fig. 05, è più rada e con puntini non impastati. Nelle visayae possono comparire entrambe le tipologie di puntinature (vedere avanti apposito capitolo).

 

L’allungamento totale della conchiglia di Fig. 04 è circa 1,77, può definirsi quasi tipico per M. visayae.

 

Nel sito Web Femorale ci sono molte “irrorata” giganti, prossime o superiori a 40 mm di lunghezza, che per me sono invece da riclassificare in M. visayae, oltre alla Fig. 04, aventi tutte puntinature “grossolane” perlopiù ben reticolate regolari, con provenienze Mauritania & Senegal (esempio foto Femorale 83378, 102048, 102049, 108888, 200800, 200801,283624…).

 

Allungamenti totali (= rapporto max. lunghezza/max. diametro, diametro compreso margine).

Mentre gli allungamenti totali medi delle M. glabella e M. irrorata sono sull’1,69, quelli delle M. visayae si attestano sulla media di quasi 1,8, però con variazioni individuali molto estese, da < 1,7 a > 1,9.

Nel caso della Fig. 02 ho misurato allungamento circa 1,7, tuttavia nel caso della Fig. 03 si raggiunge quasi 2, valori già indicati non essere sufficientemente qualificativi per una inequivocabile classificazione specifica, soprattutto nei casi delle forme elongate (Fig. 03) ed inoltre nei casi a cupola ribassata, come evidenziato nella successiva Fig. 06. Vedere inoltre avanti la Descrizione comparativa.

 

Fig. 05. M. visayae, olotipo.

Non definirei un’unico esemplare tipico, perché esistono M. visayae con puntinature ultra fini ed altre meno fini, per fittezza ed uniformità di maglie. Ad esempio la citata serie dei 7 sintipi di Conchology Inc. (Fig. 02) è a puntinature relativamente grossolane rispetto alla Fig. 05, ove la puntinatura è fine ed abbastanza impastata da confondere.

Ai fini del riconoscimento visivo, la finezza e la fittezza dei puntini chiari, più o meno risaltati dalla coloritura dello sfondo dei dorsi, possono essere determinanti per l’identificazione, stravolgibile talora solo per lievi differenze di puntinature. Purtroppo M. visayae presenta molte forme con finezze e fittezze diverse, la cui variabilità impedirebbe di definire un unico olotipo ideale che sia del tutto rappresentativo di una tipologia di puntinatura univoca della “specie”.

 Ho notato 2 tipologie estreme di punteggiature, ultra fine oppure grossolana (invero la “grossolanità” dei puntini chiari è relativa, cioè i puntini sono sempre abbastanza piccoli e fitti, perlopiù nitidi, ma talora un po’ impastati), punteggiature attribuibili entrambe a M. visayae.

 

Nella Fig. 05 rappresento comunque l’olotipo, scelto tra gli esemplari a puntinatura fine, olotipo che è stato depositato presso il Museo di Cupra Marittima.

Lunghezza 41 mm, provenienza Louga = St. Louis (Nord Senegal), allungamento 1,76 (poco sotto la media di M. visayae). L’esemplare ha denticolatura e flammule caratteristiche di visayae, ma la puntinatura può confonderlo con una glabella, mentre l’aspetto scheletrico può indurre anche in irrorata, la cui puntinatura è ancora più simile. I piccoli esemplari di visayae a puntinature ultra fini sono quelli più confondibili con quelle irrorata che fossero proprio giganti, tuttavia le denticolature dei margini e le altre caratteristiche sono diverse (vedere avanti Descrizione comparativa e capitolo Puntinature…).

 

   Fig. 06.

Il sito Caledonian Seashells propone come irrorata questa invece M. visayae, 40,2 mm, provenienza Senegal, interessante anche per la colorazione ambrata, di sfondo della puntinatura ultra fine, ma soprattutto interessante per l’ultimo giro “cicciottello” più dello standard, con la cupola leggermente ribassata rispetto allo standard delle visayae, qui determinando un allungamento totale circa 1,65 (al posto dello standard medio prossimo a 1,8), il qual ribassamento avvicinerebbe l’esemplare alle forme di una M. glabella. L’ angolo di apertura della spira apicale della cupola della Fig. 06 è prossimo a 90°.

image025Tuttavia per me la Fig. 06 è M. visayae, per la fine puntinatura a retino, più visibile sul dorso, pure un poco impastato e leggermente irregolare, però complessivamente il retino appare nitido ben ordinato, ovunque uniforme.

Inoltre (foto a lato) ci sono soltanto pochi dentelli grossolani sul margine labiale interno, quindi non si tratterebbe di M. irrorata, anche se le flammule assiali sono più simili a quelle di irrorata (come nella foto sopra a destra), piuttosto che a quelle di glabella (come invece tendono a somigliare nella foto sopra a sinistra, ove le flammule chiare sono meno evidenti lontano dal margine labiale, spiralando lungo la fascia scura subsuturale, cioè, a partire dal margine, girando a spirale ascendente verso l’apice della conchiglia).

Anche la cupola larga alla base non è da irrorata, potrebbe essere una cupola glabellica, in generale non molto diversa dalle cupole delle visayae, sebbene quelle glabelliche siano spesso più basse.

Per alcuni anzidetti motivi la Fig. 06 potrebbe rappresentare glabella, piuttosto che irrorata, però tutta la superficie dell’ultimo giro conchigliare presenta un’uniformità di livrea, (quasi) senza l’alternanza delle fasce chiaro-scure, caratteristiche di glabella attorno all’ultimo giro. In conclusione si tratta di un caso difficile e discutibile da identificare; io ho optato sulla predominanza della morfologia del disegno della livrea delle M. visayae, intesa in varietà ultrafine!

 

 

Fig. 06 B. Marginella visayae.

In un’asta on-line chiamato erroneamente M. irrorata, ecco un esemplare di M. visayae, provenienza Mauritania, lunghezza 40,6 mm, margine interno con denti caratterizzanti.

La cupola ha l’angolatura normale delle M. glabella & visayae non ribassate, né elongate e non è da irrorata standard.

L’allungamento totale è 1,71 circa, sotto la media di visayae, poco significativo per l’identificazione, per quanto già precisato, tuttavia non è poi tanto ridotto come nella Fig. 06. La colorazione di fondo è parimenti ambrata, ma l’uniforme puntinatura è più distinguibile, non impastata, pur non essendo ancora definibile grossolana (cioè con punti grandi e radi); la retinatura, ancora fine e fitta (poco meno fine e fitta della Fig. 06), è disposta leggermente caotica sul dorso, ma la definirei comunque ordinata, regolare di visayae.

 

Sulla frequenza locale relativa delle varie M.visayae, a puntinature fini oppure in alternativa grossolane, M. visayae (pur sotto altre per me errate denominazioni, nei Complex di M glabella & irrorata, a parte la confusione delle denominazioni) può sembrare in generale abbastanza sporadica e rara, invece credo che sia solo poco comune nel mercato conchigliare, essendo poco comune nelle località di pesca usuali.

Dubito che le visayae a puntinature fini, che appaiono perlopiù impastate, siano più comuni di quelle a puntinature grossolane, perlopiù nitide, ad esempio come i 7 sintipi citati nella didascalia della Fig. 02 e alcuni esemplari del sito Femorale (v. Fig. 04), nonché l’esemplare a grossolanità intermedia della Fig. 06 B.

Inoltre non ritengo che solo quelle a puntini grossolani siano vere M. visayae, mentre quelle a puntini fini siano delle M. irrorata veramente giganti.

 

  Fig. 07.

Il sito Shells Passion propone un esemplare che chiama M. irrorata (ultragigante), ma per me è Marginella visayae, conchiglia scheletricamente tipica, eccezionalmente grande, grande anche come visayae, lunghezza 47,3 mm, provenienza Mauritania.

Allungamento totale 1,78 (tipico per M. visayae).

La puntinatura del dorso, retinata fin troppo fitta e fine, appare di conseguenza un po’ troppo impastata, come del resto nell’olotipo (Fig. 05), nella Fig. 06 e come pure nella prossima Fig. 07 B.

 

 

   Fig. 07 B. Marginella visayae.

Esemplare subtipico a puntinatura ultra fine, un po’ impastata.

L’esemplare, lunghezza 45,4 mm, allungamento 1,86, appare leggermente “elongato” per l’altezza della cupola prominente sull’ampiezza boccale, ha il margine interno, con una macchietta ruggine, ben denticolato, è lo stesso proposto nella 2° pagina dell’articolo La variabilità fatta specie, colà Fig. 17, nel 2005 chiamato M. glabella mutabilis elongata. Per la puntinatura può venire anche il dubbio se si tratti in alternativa di una M. irrorata (gigas), o di un loro ibrido, però ora ho concretizzato l’identificazione soltanto nella “specie” M. visayae, in base alle caratteristiche morfologiche, che non sono tutte di glabella né di irrorata (vedere in fondo al capitolo Puntinature, in particolare la denticolatura della Fig. 07 B è quella tipica di visayae e le flammule non sono da irrorata).

 

Per l’elongazione confrontare la Fig 03, ove tuttavia la cupola è ben diversa. Nella Fig. 03 la cupola si può confondere con quelle di M. irrorata, mentre nella Fig. 07 B la cupola è caratteristica tipica di M. visayae, ad ampia conicità spiovente uniforme. L’elongazione della Fig. 07 B non è in realtà eccessiva e l’allungamento totale della conchiglia infatti è inferiore a 2.

 

L’esemplare di Fig. 07 B, ora M. visayae, ricorda anche quel che nel 2005 avevo chiamato Marginella glabella antinea, con denominazione della varietà antinea oggi da rivedere, trasferendo parte degli esemplari di antinea in M. visayae antinea, indipendentemente dalla elongazione delle conchiglie, però osservando una puntinatura in tutte le varietà antinea leggermente più grossolana.

 

  Fig. 08.

Questo esemplare lungo 38 mm era raffigurato nella mia pagina Links come M. glabella cfr. (da confrontare con glabella etc.), inoltre è stato ripreso anche nella pagina Web di descrizione definitiva di M. pseudoglabella.

La puntinatura grossolana, a maglie non uniformi, ha i puntini tutti ben distinguibili nitidi (non impastati), non è retinata regolare, tuttavia oggi ritengo che si tratti di una varietà di M. visayae, non ostante l’allungamento 1,6 circa farebbe lasciare il morfo in M. glabella.

Infatti i puntini sono tutti nitidi, con colorazione di fondo tendente al bordeaux annacquato, quindi forse esiste anche qualche dubbiosa tendenza verso M. pseudoglabella, in particolare riaprendo altri dubbi soprattutto sulla varietà lellae, presentando la Fig. 08 una puntinatura ben distinguibile, ma irregolare, cioè un po’ caotica, scarsamente retinata.

Perciò non penso che la Fig. 08 sia di una M. pseudoglabella (varietà) lellae, alias M. lellae possibile nuova specie, lellae avendo la puntinatura tipicamente ben retinata molto regolare.

Segue al punto 3 delle Ipotesi biologiche.

Non penso neppure che possa trattarsi di una M. irrorata pseudoirrorata gigas.

Semmai si potrebbe far rientrare la Fig. 08 nei casi antinea, varietà già traferita in M. visayae, in modo similare al caso della Fig. 07 B (tenere presente che l’articolo La variabilità fatta specie va revisionato).

 

Analogamente alla Fig. 08, la puntinatura diviene scarsamente fine anche nella forma chiamata M. visayae ghepardica (nel link vedere Fig. 19, ritenibile ora una M.visayae quasi tipica, pur a puntini poco fini e poco fitti), che in precedenza era M. glabella mutabilis ghepardica.

La puntinatura diverrebbe ancora meno fine nella forma glabella “ignota”, raffigurata nella pagina Revisione, colà vedere nel link la Foto 12 B, ma qui sconfinerei l’analisi nella specie ritenuta M. glabella, per altre caratteristiche morfologiche.

 

Riepilogando.

In M. visayae, a parte il colore di sfondo (dal beige all’ambrato etc.), si possono avere punteggiature fini e fitte, a maglie quasi uniformi, come nella Fig. 03, 05, 06, 07 e 07 B, ma anche meno fini e meno fitte, più grossolane, a maglie disuniformi, come nella Fig. 04 e 02 (con sfondi tendenti al rossastro smunto).

I puntini potrebbero diminuire la fittezza (diminuendo di numero) e la finezza (aumentando di diametro) passando ad alcune forme a puntini grossolani di M. visayae, tendenti alle puntinature di M. irrorata pseudoirrorata e/o M. pseudoglabella, in particolare nella varietà, o forse nuova specie, lellae, come solo ipotizzato nella Fig. 08. In realtà M. visayae somiglia molto, ma è diversa dalle altre conchiglie simili.

 

Le località tipiche di M. visayae sono distribuite nel West Africa con modalità locali come precisate nelle didascalie delle singole Figure. Le singole frequenze locali delle popolazioni di visayae mi sono ignote, ma penso che le M. visayae non siano rare, ma neppure comunissime, nelle località citate, insieme con esemplari “elongati”, oppure a cupole ribassate, più rari.

 

Le dimensioni di visayae, in lunghezza conchigliare, variano da circa 30 a < 50 mm; sono confrontabili e confondibili con M. glabella, M. irrorata, M. velai e con altre specie assimilabili, soprattutto in popolazioni ritenibili talora albineggianti di tali specie già note, o forse a loro volta separabili come altre diverse nuove specie “albine” da precisare, in località perlopiù Nord Mauritania – West Sahara (Sud Marocco).   

Però M. velai, e per me M. irrorata, sono sempre decisamente più piccole delle M. visayae adulte, quindi non si dovrebbero confondere.

 

Da taluni Dealers M. visayae viene venduta perlopiù come M. irrorata gigas, o in rari casi come M. glabella, pur confondendosene maggiormente con quest’ultima per le dimensioni ed alcune caratteristiche proprie.

E’ singolare che molti Dealers chiamino irrorata, più che glabella, gli esemplari in realtà visayae: non credo sia sempre questione di prezzo delle conchiglie, ma perlopiù venga riconosciuta d’istinto in M. visayae qualche diversità a colpo d’occhio richiamante maggiormente M. irrorata, piuttosto di M. glabella.

 

M. glabella, irrorata e visayae possono essere considerate 3 specie “sorelle”; sebbene il concetto di “sibling species” sia per qualcuno non risolvibile solo morfologicamente, io ritengo che qualche distinzione morfologica possa essere riconosciuta ed utile alla determinazione pratica di ognuna delle 3 “sorelle”.

 

Descrizione comparativa.

Tutte le caratteristiche morfologiche elencate dovrebbero combaciare nello stesso esemplare, sebbene sia ammissibile che almeno una caratteristica manchi o non combaci, tuttavia non deve essere presente una caratteristica tipica ed esclusiva di un’altra già nota specie del Complex in questione, mentre sono possibili caratteristiche comuni non esclusive (es. dimensioni simili tra glabella & visayae).

Se ad esempio la puntinatura dei dorsi fosse conformata da non poter decidere, occorre guardare alle altre caratteristiche identificative (flammule, conicità della cupola, allungamento, dentelli, fasciature dorso).

 

Per la tipica Marginella visayae le caratteristiche morfologiche di base per l’individuazione sono:

Le irrorata sono abbastanza cicciottelle all’ultimo giro, rispetto alle M. visayae. Partendo dall’apice (protoconca), angolo di apertura della spira apicale di visayae circa 70°/ > 80°, in essa eventuali rigonfiamenti dei singoli giri apicali pressoché assenti o comunque rigonfiamenti scarsi, fino alla spallatura ove inizia il margine esterno, mentre in irrorata esistono solitamente singoli rigonfiamenti, invece scarsi in glabella. Esistono molte variazioni individuali di elongazioni negli allungamenti conchigliari delle 3 specie, soprattutto nell’altezza della cupola della spira iniziale, rispetto alla lunghezza della bocca.

Immaginando la conchiglia formata da 2 coni contrapposti per le basi, l’allungamento parziale, misurabile in vari modi, può dare l’idea della forma del profilo conchigliare, allorquando associato al diametro della base dei coni, meglio escludendo l’espansione del margine solitamente aggiunta al massimo diametro per calcolare l’allungamento totale. Il diametro della base dei coni va quindi misurato ruotato di 90° rispetto al max. diam. compreso margine. Senza entrare nel merito dei vari rapporti matematici, visayae è in generale poco più slanciata di glabella, ma può essere come irrorata; ciò confonde spesso la vista dell’osservatore del profilo delle conchiglie.

 

Puntinature, senza o con retinature e senza o con impastature.

M. visayae ha la retinatura dei puntini talora più grossolana e marcata di quella finissima di M. irrorata, eccezion fatta per M. irrorata pseudoirrorata, la cui puntinatura si avvicina a quella di alcune M. visayae.

In generale tuttavia le puntinature hanno un retino perlopiù fine sia in irrorata (gigas?) che in visayae, dunque non tenere troppo in considerazione le puntinature come elementi distintivi assoluti, anche se le puntinature sono importanti, qualora associate alle altre caratteristiche morfologiche delle specie del Complex studiato.

 

In M. irrorata Menke, 1828 il n° puntini chiari per cm2 è molto fitto, con punti nitidi di piccolo diametro, cioè sul dorso conchigliare c’è un fine retino “ordinato”, quasi sempre presente nitido.

Il mio concetto di retino dorsale ordinato non va inteso perfetto geometricamente, a puntini tutti allineati, bensì è con allineamenti approssimativi; le maglie del retino possono non essere tutte uguali, cioè occorre tollerare sempre un po’ di caos nelle retinature delle puntinature ordinate, o “regolari”.

Le puntinature inoltre possono essere ultra fini e fitte, o grossolane (non fini) e rade, più o meno a puntini impastati, in tutte le specie, ma con nitidezze solitamente caratteristiche delle singole specie.

Per glabella & visayae il n° puntini è minore di irrorata ed il retino è talora irregolare, sparso e grossolano, perlopiù impastato ovunque in glabella e sparso a zone più nitide in visayae, per oltre il 40% del dorso. Sui dorsi delle ultime 2 conchiglie si possono notare 2 casi limite di nitidezza delle puntinature chiare, entrambi in maggioranza retinati, ma talora con puntini disposti a caso.

Come criterio di classificazione, poiché non esiste una netta linea di demarcazione tra i 2 casi limite delle nitidezze delle puntinature, si può assumere accettabile, come discriminante, una o l’altra tipologia quando occupa almeno il 40% della superficie totale del dorso conchigliare, mentre il restante 60 %, sia per glabella che visayae, può avere una conformazione di puntini svariata, retinata oppure a casaccio, ma non ritengo determinanti le percentuali per l’identificazione di un esemplare dubbio.

Il primo caso è caratteristico perlopiù per glabella, il secondo verrà ritenuto subtipico per visayae:

·         Puntini color panna impastati con i vicini sul dorso, talora anche con tendenza alla retinatura, ma solitamente disposti irregolari a casaccio, sopra uno sfondo talora beige, ma anche tendente sovente al rosso-bordeaux, solo in glabella. I puntini possono anche aggregarsi, formando talora macchiette confuse, di geometrie mutevoli, esemplare per esemplare.

·         Puntini reticolati regolari e nitidi, talora anche con tendenza alla loro impastatura, occupanti perlopiù tutto il dorso della conchiglia, ma talora a retino più appariscente solo in zona ristretta, solo per visayae. Colore sfondo dal beige chiaro al rossastro chiaro (bordeaux molto annacquato), talora ambrato (Fig. 06).

Notare che esistono anche (poche) glabella con puntinature non impastate, ed esistono visayae con fini puntinature abbastanza impastate, come nell’olotipo di visayae (Fig. 05). In tal secondo caso, mentre visayae si può distinguere da glabella per l’assieme delle altre caratteristiche morfologiche, visayae si può confondere con irrorata supposte giganti, o comunque più grandi di 30 mm. Infatti, sebbene nelle irrorata le puntinature siano quasi sempre finissime, retinate fitte e ben distinguibili, talora possono impastarsi, analogamente a talune puntinature delle altre specie “sorelle”.

 

In casi di puntinature dubbie, per la distinzione irrorata/visayae occorre guardare le denticolature, rispettivamente finissime/grossolane; guardare le forme delle cupole apicali, rispettivamente ristrette alla base/coniche a pendenza uniforme; guardare le flammule subsuturali, in irrorata con prevalenza in larghezza delle zone chiare uniformi, rispetto alle zone scure / invece in visayae con tendenza a zone scure poco più larghe, in entrambe le specie con troncamento delle zone chiare, cioè con flammule spuntate oppure deviate, al limitare inferiore della fascia scura subsuturale (fenomeno apprezzabile nella Fig. 06). 

 

Derivatio nominis.

Osservando alcune foto dell’Encyclopedia del sito Conchology Inc. (elenco in Fig. 02), colà denominate M. irrorata, in esemplari a mio parere giganti per tale specie, per loro meditai di introdurre la nuova denominazione M. (kl.?) visayae, in omaggio ai Sig. Poppe, proprietari di Conchology Inc., significando lo stesso nome di alcune loro opere editoriali, con lo stesso nome di un arcipelago filippino, dove il numero delle isole è così elevato da scompaginarne l’identificazione geografica e, nel nostro caso, da scompaginare l’identificazione biologica di alcuni singoli esemplari individuali di conchiglie del Complex di M. glabella & irrorata.

Incidentalmente, “visaya” in sanscrito potrebbe significare anche “la cosa in oggetto, cioè il soggetto” della meditazione. Quindi visayae significherebbe “l’isola dell’arcipelago da meditare”.

 

Ipotesi biologiche.

1. Per M. visayae l’ipotesi di elezione è quella al rango di una vera nuova specie sorella, in 2 varietà di base, a puntini del dorso finissimi oppure “grossolani”, con tutte le forme intermedie di puntinature.

 

2. Tuttavia, per le notevoli somiglianze morfologiche, bisogna valutare anche la possibilità che si tratti in alternativa di un klepton ibridogenico, riconoscendo le categorie klepton diverse dalle specie. Semmai il problema che si pone è riconoscere le specie genitoriali originarie dell’ipotetico klepton M. visayae. Sempre per le affinità morfologiche, l’ipotesi più probabile è che si tratti di glabella X irrorata, ma sarebbe una pura illazione, fatta senza analisi genetiche sul DNA di M. (kl.?) visayae.

 

2 bis. In fantasiose sub ipotesi dell’alternativa klepton glabella X irrorata ho pensato che, ibridandosi qualche ipoteticamente vera M. glabella ghepardica, o glabella di varietà ignota, entrambe a puntini ben separati (come accennato nella didascalia della Fig. 08), o comunque ibridandosi qualche vera M. glabella, in varietà a puntinature grossolane, con qualche M. irrorata a puntinature grossolane, cioè ad es. nella varietà pseudoirrorata, potrebbero nascere delle M. visayae kl. a puntinature grossolane, mentre ibridandosi le vere M. glabella normali (a puntini impastati) con M. irrorata normali (a puntini fini) potrebbero nascere le M. visayae kl. a puntinature fini, spesso un po’ impastate; ovviamente tutto ciò con un nugolo di casi intermedi, dovuti alle diverse tipologie di puntinature intermedie nelle 2 specie ibridanti.

 

2 ter. Osservare che le varietà irrorata pseudoirrorata – visayae a puntini grossolani pseudoglabella lellae, in un enorme campo di taglie diverse, hanno perlopiù in comune una puntinatura più o meno retinata con puntini non piccolissimi, cioè perlopiù sempre ben visibili nitidamente, puntini chiari ben contrastati sullo sfondo più scuro delle livree a puntinature “grossolane” delle loro conchiglie.

Quindi un’ulteriore sub ipotesi, forse più fantasiosa delle 2 bis , è pensabile anche nel caso di un ipotetico klepton pseudoglabella X irrorata, formato da qualche M. pseudoglabella lellae (o M. lellae presumibile nuova specie, o varietà a loro similare), o comunque da una simil M. pseudoglabella a puntini grossolani, ibridata con una varietà imprecisabile di M. irrorata a puntini grossolani, anche se questo caso sarebbe improbabile per le troppo diverse dimensioni dei genitori dell’ibrido, escludendo arbitrariamente l’esistenza di eventuali irrorata gigas.

Stesso discorso sarebbe possibile anche per eventuali puntinature fini, ovviamente con un nugolo di diversi casi intermedi, analogamente al caso già citato in 2 bis.

 

3. Si fa strada, soprattutto per le puntinature “grossolane”, una terza ipotesi, pur sempre illazionaria, di considerare la “specie” M. visayae come un ponte di passaggio tra alcune varietà di irrorata, in particolare pseudoirrorata, ed alcune supposte varietà di pseudoglabella, in particolare lellae, senza orientarsi verso un klepton irrorata X pseudoglabella. Questa ipotesi non riguarderebbe tanto la sistematica di visayae, quanto piuttosto l’eventuale entità specifica di alcune simil lellae (es. Fig. 08). La “specie” visayae è infatti molto variabile, ma spesso è caratterizzata da una livrea puntinata “grossolana” (però in altri casi anche fine), talora persino a puntini impastati, ma talora nitidi, come nitidi sono in lellae ed alcune simil lellae.

Sostanzialmente l’ipotesi 3, escludendo la possibilità klepton già considerata in 2 ter, è come la 1, però, in base all’osservazione iniziale della 2 ter, allargando la visuale evoluzionistica fuori da glabella, l’ipotesi 3 induce a considerare alcune varietà simil lellae come possibili varietà della specie visayae, intesa ora solo come specie indipendente. Infatti ho estratto solo qualche varietà simil lellae (es. Fig. 08) dal sospetto di appartenenza a specie come M. pseudoglabella, varietà simil lellae che invece sono state definite appartenere subspecifiche esclusivamente alla specie M. visayae, in morfi a puntinature “grossolane”.

 

La Fig. 08, in nomenclatura trinomiale, può essere denominata provvisoriamente Marginella visayae pseudovisayae, nome attribuibile anche a tutte le varietà di visayae a puntinature “grossolane” (es. Fig. 02 & 04), da intendersi esistenti in parallelo a tutte le altre varietà a puntinature fini, e talora un poco impastate, rappresentate ad esempio dalla Fig. 05 dell’olotipo, le quali dovrebbero chiamarsi quindi Marginella visayae visayae.

 

4. Ultima ipotetica idea biologica “splitter”, cioè che le 2 suddette varietà pseudovisayae (con lellia atipiche simili alla Fig. 08) e visayae (tipica, con altre varietà simili alla Fig. 05) della “specie” M. visayae (finora analizzata esclusivamente come unica “specie”) non siano sue 2 varietà subspecifiche, bensì che M. visayae vada biologicamente sdoppiata in 2 nuove “specie sorelle” diverse, denominabili M. (kl.?) pseudovisayae e M. (kl.?) visayae, rispettivamente con puntinature grossolane oppure fini.

 

Se gli esemplari a puntini grossolani di visayae (come ad esempio quello della Fig. 08 ed i 7 sintipi  di Conchology Inc., nonché v. Fig. 04) fossero solo loro, e non insieme a quelli a puntini fini, quelli di una nuova “specie” provvisoriamente denominata M. (kl.?) pseudovisayae, tale M. (kl.?) pseudovisayae potrebbe ibridarsi in teoria con M. glabella, oppure con M. pseudoglabella, oppure con M. irrorata; potendo formare dei rispettivi diversi klepton, M. (kl.?) pseudovisayae potrebbe generare numerose forme morfologicamente intermedie. 

Del resto anche gli esemplari a puntinature fini ed un po’ impastate, cioè le cosidette M. (kl.?) visayae, intendendo solo quelle fini, simili al mio olotipo della Fig. 05, se costituissero un’altra specie diversa dalla precedente, potrebbero in teoria ibridarsi analogamente, o con M. glabella, oppure con M. pseudoglabella, oppure con M. irrorata, oltre che anche con M. (kl.?) pseudovisayae, generando altre forme morfologicamente intermedie, ma diverse dalle precedenti, eppur similissime.

In tale guazzabuglio morfologico ipotizzato multiklepton, ma piuttosto sintomo di infraspecificità all’interno di un’unica specie M. visayae assai variabile, ritengo poco probabile, perché mi pare eccessivamente “splitter” per la biologia, l’idea n° 4 delle 2 ipotetiche diverse “specie” M. (kl.?) pseudovisayae e M. (kl.?) visayae, intese sdoppiate da un’unica M. visayae, invece come al punto 1. L’idea n° 4 tuttavia non sarebbe del tutto escludibile, in assenza di prove genetiche sui DNA dei molluschi, che fossero proprio diversi.

 

Sarebbe tutto da ridefinire geneticamente, anche per la possibile insorgenza teorica di eventuali altri klepton, ad es. persino (come al punto 1) tra la ritenuta unica M. visayae nuova specie, ma in teoria talora sp. interfecondabile, con M. glabella, formando l’ibrido visayae X glabella, oppure con altre specie del Complex in questione, ad es. potrebbero forse nascere anche teorici klepton visayae X irrorata, o visayae X pseudoglabella, in molteplici varietà dovute alle puntinature fini o grossolane dei dorsi conchigliari.

E’ impossibile un sicuro discernimento identificativo di tutti i vari esemplari di conchiglie ibridate, discernimento basato soltanto sulla morfologia, che comunque permette un’approssimazione identificativa sufficiente nella maggioranza dei casi “regolari”.

 

Ringraziamenti.

Ringrazio i siti Web: Caledonian Seashells, Conchology Inc., Femorale e Shells Passion, Autori di alcune foto delle conchiglie esposte nelle varie Figure; i links ai loro siti Web sono riferiti nelle singole Figure.

Ringrazio inoltre il Dott. Tiziano Cossignani e lo Staff editore della rivista MMM.

Flavio Mattavelli

matta.a@tiscali.it – release novembre 2021

 

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