Dott. Ing. Flavio Mattavelli

5 CONFONDIBILI MARGINELLE SIMIL-GLABELLA.

 

Premessa.

Attorno alla specie Marginella glabella ruota un arcipelago di altre “specie” biologiche difficilmente classificabile, all’osservazione semplicemente visiva.

Intendo per “specie” una categoria biologica che potrebbe anche non essere soltanto una specie biologica, potrebbe anche essere un klepton ibridogenico.

Considererò qui un totale di solo 5 “specie” simil-glabella, facilmente confondibili nella loro morfologia, soprattutto quando si osservano esemplari relativamente piccoli, sui 30 mm di lunghezza della conchiglia. Non avendo svolto indagini genetiche sui loro molluschi, sorgerà sicuramente qualche dubbio di appartenenza biologica specifica.

Talora indicherò tra virgolette soltanto i nomi delle “specie” in questione, allo scopo di fluidificare il testo dell’articolo, senza appesantirlo con la citazione completa della specie secondo le norme della tassonomia classica nata da Linneo (Genere specie Autore, anno). Le 5 “specie” in questione sono “glabella, irrorata, lamarcki, velai & visayae”, tipicizzabili secondo le successive Foto n° 1,2,3,5,7.

 

Marginella glabella (ex Voluta glabella) Linneo, 1758/1767.

E’ la specie tipo del Genere Marginella Lamarck, 1799; strano che la tipologia di riferimento di “glabella” sia in realtà oggi ancora quasi ignota, facendo rientrare nella stessa specie molte varietà subspecifiche ben dissimili tra loro. Già in partenza i sintipi di Linneo sono andati perduti, ma una tradizione scientifica oggi talora individua la classica “glabella” all’incirca come la Foto n° 1, tratta da Wikipedia Commons. Io invero considero “glabella” soggettivamente tipiche quelle a livree con sfondo beige, più chiaro di quella rossastra in Foto n° 1, precisamente come la Foto n° 10 in Appendice. Comunque il colore di fondo della livrea della conchiglia non è determinante per l’individuazione specifica. Le puntinature di “glabella”, sempre più chiare dello sfondo livrea, hanno puntini molto impastati tra loro (anche più impastati che nella Foto n° 1).  La conchiglia è con margine generalmente quasi liscio, cioè con poche denticolature apprezzabili, più evidenti solo negli esemplari gerontici.

WoRMS evidenzia la foto di una piccola “glabella” proveniente dalle Canarie, rif. Museo di Rotterdam (NMR), oltre a riportare altre foto dichiarate “glabella”. Per approfondire l’argomento si può vedere in fondo alla pagina Web: www.pseudospecie.it/pseudoglabella.2.htm , al capitolo Foto riprese da WoRMS. Per una infarinatura generale sul “glabella” Complex vedere dapprima www.pseudospecie.it/Guida.htm. Per la visione di alcune altre varietà di “glabella” rimando anche alla mia pagina Web www.pseudospecie.it/lumperia.htm ed alla Foto n° 5 BIS, ripresa dal Dealer Niboral. Per le implicazioni con la “specie pseudoglabella”, molto più grande di taglia e qui non trattata, vedere Appendice, Foto n° 9.

 

Foto n° 1. Marginella glabella Linneo, 1758/1767. Lunghezza 28 mm, provenienza Marocco, margine liscio (senza denticolature apprezzabili).

Allungamento conchigliare totale (lunghezza/massimo diametro) circa 1,7.

Possono nascere confusioni già da quest’esemplare ben colorito, infatti le “glabella” sono per lo più a sfondo beige chiaro e più grandi (v. Appendice, Foto n° 10).

Esistono molte varietà ritenute subspecifiche di “glabella”, come quella ancora più “bordeaux” (in Appendice Foto 9), o quella “albina” (in realtà leucistica), o quella nana delle Isole Canarie, ove esistono esemplari relativamente piccoli (lunghi circa 30 mm) rispetto alla maggioranza delle “glabella” del West Africa, che possono variare in lunghezza da circa 25 a 50 mm. La specie è ampiamente diffusa in tutto il West Africa, raggiungendo persino le coste della Spagna meridionale.

Si tratta di una specie geneticamente separata e indipendente dalle altre, tuttavia l’elevato numero di varietà lascia pensare a possibili ibridazioni, oppure che il concetto di specie vada allargato oltremisura, comprendendo in una “superspecie glabella” molte delle a lei simili del suo Complex, escludendo tuttavia “irrorata” e forse poche altre specie, pure in qualche modo ricollegabili a “glabella”.

 

Marginella (Marginella) irrorataFoto n° 2. Marginella irrorata Menke, 1828. Lunghezza 27 mm, West Sahara, margine finemente dentellato e fitto.

L’allungamento conchigliare totale di “irrorata” è circa 1,7, come quello di “glabella”. Insieme sono le conchiglie mediamente più panciute qui trattate.

Anche “irrorata” presenta molte varietà, tra le quali ricordo “pseudoirrorata” Mattavelli 2017.

Vedere anche Appendice, Foto n° 11, per varietà “apex-elongata”.

 

Ritengo che possano occasionalmente formarsi pochissimi saltuari ibridi infecondi, oppure, almeno in via teorica, possano formarsi popolazioni ristrette ma numerose di esemplari klepton ibridogenici, la cui natura è ancora tutta da esplorare geneticamente, in tutto il Complex delle Simil-glabella.

Foto n° 3. Marginella lamarcki Boyer, 2004, olotipo, MNHN (Museo nazionale di Storia naturale, Parigi), misure 22X11,4 mm (allungamento 1,9 circa), origine Petite Cote du Senegal. Livrea ben arancio-rossastra finemente punteggiata a fasce, a spira apicale bassa (20% della lunghezza totale), col margine tutto dentato; il labbro esterno appare moderatamente ingrossato. Si tratta di esemplari relativamente piccoli e non comuni, lunghezza da 22 a 30 mm, reperibili solo in Senegal alla profondità di 50 m circa.

Boyer confronta questa specie soprattutto con Marginella aurantia Lamarck, 1822, io la metto in relazione anche con “velai”, o meglio “lamarcki” è confondibile solo con la specie rappresentabile tipicamente come l’esemplare inquadrato nel rettangolo individuato con la lettera A (vedere la Foto n° 5).

 

 

Foto n° 4, copia di quella sul n° 108 della rivista MMM, luglio 2020, colà detta olotipo di “velai”, lunghezza 28,28 mm, allungamento circa 2. Io chiamo la Foto n° 4 esemplare tipico dei morfi X.

Intendo per morfi X l’assieme dei morfi riconducibili al così detto olotipo di “velai”, come proposto sul n° 108 MMM, però in realtà si tratta di una foto ambigua, che non identifica subito tipicamente bene Marginella velai Galindo & Cossignani, 2020 nuova specie, pur essendo "velai" ben descritta nel testo della rivista.

Il morfo X, con colorazione di fondo livrea rosata chiara e margine bianco ben ingrossato, differisce completamente dalla seguente immagine A (Foto n° 5), pure in MMM n° 108, immagine che io ho incorniciato in un rettangolo bordato di rosso, per evidenziarne le discrepanze.

 

Per l’identificazione fotografica della specie “velai” io considero fuorvianti le foto dei morfi X & Y (vedere avanti Foto n° 8)). Esse potrebbero sì corrispondere a “velai”, ma potrebbero anche confondere la vista di alcuni esemplari (non tutti) che io avevo chiamato in Internet nel 2018 varietà della "specie visayae".

Ad un’analisi più accurata dell’allungamento e delle dimensioni delle conchiglie trasparirà che per “velai” si tratta di una specie diversa da “visayae”, inoltre anche all’interno della stessa “velai” occorre tener conto di esemplari con spire apicali di diverse altezze (cioè diversi angoli di cuspide) ed esemplari con colorazioni di fondo delle livree variabili dal rossastro fino al bianco totale (esemplari leucistici o così detti albini, sui quali si potrebbe discutere, un’altra volta). 

 

Osservare che le “velai” vengono nella rivista dichiarate variabili da 21 a 34 mm di lunghezza, tuttavia credo che la maggioranza degli esemplari sia sui 23 - 29 mm, sempre con allungamento totale conchigliare verso il valore 2.

I morfi X sui 26 mm di lunghezza media sono probabilmente tutti “velai”, invece, immaginando esemplari lunghi 36 - 46 mm circa, la Foto n° 4 può anche richiamare delle “visayae”, senza tener presenti le reali dimensioni ed allungamenti scheletrici conchigliari. Addirittura si potrebbero ritenere alcuni morfi X come “visayae dwarf” (nane).  In pari ambiguità, le “visayae elongata” della Foto n° 8 potrebbero essere confuse con “velai elongata”, o altro. Per alcuni morfi X & Y potrebbe trattarsi anche di varietà di “irrorata”, o geneticamente di ben altro (che sarà specificato nelle didascalie della Foto n° 8 e nella Conclusione).

 

Foto n° 5. Un esemplare dei morfi A = Marginella velai Galindo & Cossignani, 2020. Allungamento totale della conchiglia circa 1,9.

Denticolatura del margine interno presente, ma poco evidente; margine esterno ben ingrossato ed aranciato. Provenienza esclusiva da una ristretta zona del Marocco – W. Sahara, in acque basse. Lunghezze medie dei coloriti morfi A circa sui 29 mm, forse leggermente più grandi dei chiari morfi X.

Tra i morfi X ed i morfi A, a mio avviso andrebbero considerati più sintipici di “velai” soltanto i morfi A.

Se tutti i morfi X sono forme chiare della stessa morfologia di quelle arrossate tipo A, allora il gruppo X & A assieme forma proprio la nuova specie "velai" di Ahuir Galindo & Tiziano Cossignani, 2020.

 

Indubbiamente le maggiori differenze di A rispetto al morfo X sono nell’altezza bassa della spira apicale di A e nella pancia della conchiglia A, leggermente più allargata, pur senza considerare la morfologia delle puntinature dei dorsi delle conchiglie e le loro colorazioni di fondo, differenti.

Notare che esistono anche rari esemplari di “velai” a sfondo livrea color arancio (direi morfi tipo B).

Esiste troppa differenza tra le colorazioni dei dorsi, a sfondo chiaro del morfo X e decisamente arrossato dell’esemplare A, oppure aranciati tipo B.

 

Alcuni esemplari simili ai morfi A & B di “velai” potrebbero fors’anche identificarsi, o comunque confondersi con “lamarcki”, mentre si può notare una fasciatura chiara alternata all’arancione nell’esemplare “lamarcki” della Foto n°3, fasciatura che non è evidente nelle 2 conchiglie X & A.

Potrebbero esistere 2 sottospecie di "lamarcki": quella senegalense (classica di Boyer) e quella marocchina (cioè "velai" di Galindo & Cossignani), con diverse livree e diverso habitat, rispettivamente in acque profonde (20-50 m) e molto basse, come indicato dai rispettivi Autori.

Escluderei però che "velai" si debba ritenere un sinonimo posteriore di "lamarcki", cioè non scrivo che le "velai" di MMM n°108 potrebbero essere tutte "lamarcki", ma si potrebbero confondere con essa, limitatamente a qualche esemplare di provenienza ignota.

 

Foto n° 5 BIS (Niboral). N° 3 esemplari di probabili “glabella”, provenienza Dakhla, lunghezze (da sinistra) 34 -30-32 mm.

Si potrebbe dubitare che per alcuni morfi simil-A si possa trattare di varietà di “glabella”. Ciò che potrebbe identificare le “velai”, oltre all’allungamento, nei casi di lunghezze simili è solitamente una puntinatura fine e fitta, quasi come quella di “irrorata”, mentre nella zona di Dakhla (West Sahara) esistono degli esemplari con puntinature poco più diradate e grossolane, su sfondo della livrea sempre rossastro, esemplari di ambigua classificazione, se “velai”, o “glabella”, o “klepton da precisare”. 

Probabilmente i 3 esemplari della Foto 5 BIS sono n-esime varietà di “glabella”. Dakhla è a metà strada tra il Nord-Marocco ed il Senegal, nel West Sahara, ora Sud-Marocco, a Sud delle Isole Canarie.

Per distinguere in generale le “glabella” da “velai” notare che le “glabella” sono solitamente più grandi (30-50 mm), tranne che alle Canarie (25-35 mm), mentre a Dakhla le “glabella” possono variare in lunghezze intermedie da 30 a forse > 40 mm.

 

 

Marginella (kl.?) visayae Mattavelli, 2018 .

E’ stata introdotta da me solo in Internet, quindi è una “specie” non valida per l’ICZN, International Code of Zoological Nomenclature, che finora ha ammesso nuove descrizioni di specie solo in cartaceo.

Per la definizione di “visayae” rimando alla mia pagina Web: http://www.pseudospecie.it/tris.htm . Riepilogo comunque la descrizione delle principali caratteristiche morfologiche già colà indicate per tipicizzare “visayae”:

Ecco le foto di due “visayae”, a sinistra Foto n° 6 ©, lunghezza 37,1 mm ed a destra Foto n° 7 ©, lunghezza 41,4 mm, entrambe provenienza Senegal, Dakar, profondità 10-30 m, foto rapportate all’incirca in scala dimensionale rispetto alle precedenti conchiglie. Direi che la Foto n° 7 è abbastanza tipica, da poterla chiamare sintipo quasi olotipico di “visayae”.          

197687               197678

© Le foto 6 &7 e la foto n° 8 sono riprese dal sito Conchology Inc. dei Sig. Poppe.

Le “visayae” possono essere molto variabili tra loro e sono diverse, ma molto confondibili con tutte le specie elencate in precedenza, se non si tiene conto delle dimensioni conchigliari.

Invece, tenendo conto delle dimensioni, le “visayae” sono confondibili solo con “glabella” e/o con presunte “irrorata gigas” (alias “irrorata jumbo”), e/o eventuali ibridi.

Nel sito Conchology Inc. le tre Foto n° 6, 7, 8 erano chiamate tutte “irrorata”, ma a mio avviso sono esemplari troppo grandi per esserlo.

 

L’ipotizzata nuova “specie visayae" ha allungamento conchigliare circa 1,8, però occorre restringere il concetto di "visayae", estraendone alcuni esemplari  di varietà "elongata" (allungamento 2) che richiamano i morfi X, ad esempio è meglio escludere da conclusioni affrettate il successivo morfo Y. Non scrivo che tutte le "visayae" siano "velai gigas", ma alcuni esemplari  riportati nella mia pagina Internet come "visayae elongata" potrebbero essere ridenominati come alcuni morfi X di dimensioni maggiorate rispetto alla Foto n° 4, oppure meglio potrebbero essere ridenominati come nelle varie didascalie del successivo morfo Y, la cui reale appartenenza specifica resta per me ancora nebulosa.

Foto n° 8 ©. Morfo Y. La foto a latere, che era la Fig. 15 del sito www.pseudospecie.it/tris.htm , colà riportata nel 2018 come “visayae elongata”, è di provenienza isole Canarie, lunghezza 41,5 mm , allungamento circa 2. Intendo morfi Y tutti quelli riconducibili a tale morfo Y. La lunghezza degli Y è decisamente maggiore della media delle “velai = morfi A” e dei morfi X.

In tale mia pagina Internet nel 2018 sono stato fin troppo "lumper", associando in "visayae" molti degli esemplari che mi apparivano simili ad essa, ma alcuni potrebbero essere in realtà, oltre che diverse notevoli varietà sottospecifiche della medesima “specie visayae”, essere anche della nuova specie “velai”, ad esempio nella varietà ora qui denominabile “velai elongata”, oppure ancora potrebbero appartenere a glabella elongata”, o a irrorata elongata”, o infine essere ibridi imprecisabili.

Anche senza individuare precise varietà subspecifiche, semplicemente potrebbero esistere esemplari conformati poco più allungati rispetto alla “specie” tipica di appartenenza, o avere la sola cupola più allungata della tipica delle rispettive specie sopra elencate nelle varietà “elongata” (per approfondimenti vedere Appendice, Foto n° 11).

 

In particolare il suddetto morfo Y lungo 41,5 mm potrebbe essere proprio una “visayae elongata”, ma potrebbe essere pure un esemplare di ipotetiche “velai elongata”, che potrebbero esistere più lunghe delle normali “velai” marocchine = morfo X. Per inciso le isole Canarie non sono lontane dal Marocco centrale, patria delle “velai”, dunque la cosa sarebbe geograficamente possibile.

 

Conclusione.

 La maggioranza degli altri esemplari già ritenuti nel 2018 "visayae", cioè quelli di allungamento conchigliare mediamente 1,8 (esemplari più panciuti dei “velai”), e di solito con dimensioni ben maggiori di 30 mm di lunghezza della conchiglia, fino alla lunghezza penso oltre 45 mm, di svariate provenienze geografiche, per lo più dalle coste del Senegal centrale (v. Foto 6 & 7), allorquando distinti da tutte le varietà di “glabella & irrorata”, appartengono alla "specie", non ancora descritta in cartaceo, Marginella (kl.?) visayae Mattavelli, 2018.

 

Riepilogando, gli esemplari simili ai morfi X & Y, perlopiù a livrea chiara (diversi dagli altri morfi rossastri come A & “lamarcki” & talora “glabella”, es. Dakhla, Foto 5 BIS), talvolta di provenienza incerta, oltre che nella specie “velai”, potrebbero rientrare morfologicamente in “visayae”, oppure ancora in “glabella”, o in “irrorata”, o forse in “lamarcki”, o magari essere ibridi, sia sterili che klepton.

Qual’è la vera identità riguardo ai singoli esemplari delle 5 confondibili “specie” denominate “glabella, irrorata, lamarcki, velai & visayae”?

La verità può essere più complessa di quanto traspare dalle Foto esposte ed è talora irraggiungibile soltanto morfologicamente; occorrerebbero delle analisi genetiche perfezionate, perché non è detto che da una indagine del DNA grossolana emerga la distinzione in specie, o in klepton, e possa emergere la conseguente identificazione specifica obbiettiva di ogni esemplare.

Notare che in teoria sarebbero possibili matematicamente fino a 10 tipologie di ibridazioni tra 5 specie, o klepton, cioè tra 5 diverse categorie biologiche di origine genitoriale dei discendenti ibridi, siano essi occasionali e sterili (veri ibridi), oppure potenzialmente fertili per successive ibridogenesi (caso dei klepton).

 

Per semplificare poniamo che l’ipotesi klepton possa valere solo per “visayae”, nella certezza che le altre 4 siano tutte vere specie biologiche oggettive. Ciò significa che potrebbero esserci delle ibridazioni, magari appunto ibridogenetiche, generanti il caso “visayae”.

Marginella (kl.?) visayae ipotizzata nuova "specie", oltre che effettiva specie biologica, potrebbe quindi essere in realtà un klepton ibridogenico, ad esempio derivato tra "glabella" X "irrorata", o  un klepton di altra origine genitoriale, tra le 6 logicamente possibili ibridogenesi tra le restanti 4 vere specie, ma non è questa la sede per approfondire il problema biologico delle ”visayae”.

Infatti "visayae", oltre che una nuova “specie” biologica (cioè specie oppure klepton biologico, ipotesi soggettivamente più probabile), potrebbe essere, in ulteriori alternative biologiche, soltanto o una varietà di "glabella" (ipotesi oggi discutibile, mentre ritenuta valida in passato), o una varietà gigante di "velai" (ma scarterei per quanto citato nel presente articolo), o una varietà gigante di "irrorata" (denominabile Marginella irrorata gigas, ipotesi allettante, talora in voga presso i Dealers, ma ipotesi obbiettivamente dubbia), quindi "visayae" potrebbe non esistere affatto come nuova “specie” biologica, ma potrebbe essere biologicamente solo un insieme di varietà di alcune specie già note.

Invece “visayae” esiste a livello collezionistico-conchigliologico amatoriale come una nuova effettiva “specie” morfologica, distinguibile dalle altre qui raggruppate come “simil-glabella”. 

Flavio Mattavelli

matta.a@tiscali.it - Release 18/02/2021 – Ringrazio tutti gli Autori delle foto presenti nella pagina

Appendice.

 

Foto n° 9 (Niboral). Morfo Z. 34,4 mm, Isola di Gorée, Senegal, allungamento totale della conchiglia circa 1,7. La presenza dei morfi Z, cioè di conchiglie “simil-glabella bordeaux” a puntini chiari non impastati, può aprire una questione ben più spinosa delle precedenti identificazioni morfologiche, introducendo una sesta “specie” da confrontare nel gruppo delle 5 marginelle “simil-glabella” sopra trattate.

Non è escluso che per i morfi Z possa trattarsi, oltre che probabilmente di notevoli varietà bordeaux di “glabella”, forse, ma meno probabilmente, di qualche esemplare giovanile di Marginella (kl.?) pseudoglabella Mattavelli, 2018, o di ulteriori ibridi, invero sterili assai poco probabili, se non come fertili kleptons, da indagare.

Siccome “pseudoglabella” è di dimensioni decisamente maggiori di “glabella”, essa non è stata considerata nel presente articolo. Le differenze tra “glabella bordeaux” e “pseudoglabella” sono state analizzate nella mia pagina Web: Nuovo sguardo ai mondi di Marginella glabella e M. pseudoglabella, nonché primariamente in Links generali a tutto il Marginella glabella Complex, capitolo “La bocca della verità”.

 

Foto n° 10. Marginella glabella Linneo, 1758/1767. Esemplare dalla tipica livrea beige, lunghezza a = 38,3 mm, massimo diametro c = 24,4 mm.

 

Ho definito allungamento totale conchigliare il rapporto a/c, quindi l’esemplare analizzato ha allungamento 1,57 circa, decisamente al di sotto degli allungamenti totali delle “glabella” standard, che sono in media circa 1,69. L’esemplare appare dunque più panciuto della media.

Gli allungamenti totali possono essere una buona caratteristica per il riconoscimento delle specie, tuttavia occorre tener conto sempre di una certa approssimazione, che nel caso specifico sfiora il 7 % di errore rispetto alla media delle “glabella” standard.

 

Una caratteristica scheletrica significativa potrebbe essere anche l’allungamento boccale, ma la sua definizione è ambigua riguardo alla lunghezza della bocca della conchiglia. Infatti la lunghezza della bocca può essere misurata o all’interno del margine conchigliare o all’esterno, più o meno dove termina la linea di sutura della cupola, proiettando poi l’apertura (altrimenti inclinata) sull’asse della conchiglia, partendo dalla testa del mollusco, che si trova in basso nella figura. Inoltre l’allungamento boccale può essere il rapporto [lunghezza bocca proiettata assiale/ a], oppure il rapporto inverso (decrescente). Si può intendere anche un allungamento boccale complementare, cioè misurato non dalla parte della bocca verso la testa del mollusco, ma dalla parte opposta. Infine è spontaneo esprimere gli allungamenti boccali in percentuali della lunghezza totale, questa posta = 100 %. Per esempio, pur con le approssimazioni del caso, nella Foto n° 10 la cupola, riferita all’interno bocca, ha un’altezza pari a circa il 27 % di a, dunque tale “glabella” ha un allungamento boccale del 73 %, che diviene circa 76% se calcolato in diagonale inclinata come la bocca, senza proiettare sull’asse. Ciò collimerebbe con il valore medio circa = 1,31 esposto, senza tener conto dell’inclinazione, in Links generali a tutto il Marginella glabella Complex, capitolo “La bocca della verità”.

 

Tabella delle lunghezze e degli allungamenti conchigliari totali medi approssimativi.

Osservare che le lunghezze medie non sono aritmetiche, bensì la media è spostata verso le lunghezze massime per gli esemplari delle specie piccole e verso quelle minime per gli esemplari delle specie grandi.

Marginella glabella Complex

Lunghezze

minime

[mm]

Allungamenti

tot. minimi

di esemplari piccoli

Lunghezze

medie

[mm]

Allungamenti totali medi standard

Allungamenti

tot. massimi

di  esemplari grandi

 

Lunghezze massime

[mm]

M. irrorata (=I)

<17

1,62

27

1,69

1,76

34?

M. velai (=W)

<21

 

29

1,9

 

34

M. visayae (= V)

<30

 

39

1,8

 

>45?

M. glabella (=G)

<21

1,56

38

1,69

1,82

50

M. sebastiani (=S)

<34

1,72

46

1,83

1,95

60

M. pseudoglabella (=L)

<46

1,77

<56

1,91

2,05

68,8

M. pseudosebastiani (=P)

<35

1,80

50

1,96

2,12

64,4

M. pseudodesjardini (=R)

<41

1,95

52

2,10

2,25

73

M. desjardini (=D)

<39

2,00

55

2,20

2,40

82

 

 

Foto n° 11. Marginella irrorata Menke, 1828. Provenienza Dakar, Senegal. Lunghezza 29 mm. Foto Dedondershells.com. Questo non comune esemplare si differenzia dalle “irrorata” standard per avere la cupola molto più allungata verso l’apice. Come varietà meriterebbe l’appellativo di “apex-elongata”.

Mentre per le “irrorata” standard l’allungamento totale è circa 1,7 e l’allungamento boccale in media è circa il 70 % dell’altezza totale, nell’esemplare considerato l’allungamento totale è circa 1,9 mentre quello boccale è circa al 62 %, laddove l’altezza della cupola, riferita all’interno bocca, raggiunge ben il 38 % dell’altezza totale. Occorre osservare che la base della cupola non è esattamente corrispondente al culmine interno della bocca in figura, ma è posizionata poco sotto. Ciò potrebbe falsare ulteriormente la comparazione dei rapporti scheletrici con altre conchiglie del Complex, ai fini delle corrette identificazioni degli esemplari, appunto quando individualmente la cupola fosse elevata fuori da uno standard di altezza percentuale caratteristica di ogni presumibile “specie”.

 

 

 

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